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Quattro passi sulla “montagna di Torino”

Un vero e proprio polmone verde per la città, attraversato da decine di sentieri fruibili anche grazie all'opera dei volontari e che, a breve, confluirà nel nuovo "Parco naturale del Po piemontese".

  • Federica Calosso
  • ottobre 2019
  • Martedì, 8 Ottobre 2019
Foto Pro Natura Torino e Paolo Siccardi Foto Pro Natura Torino e Paolo Siccardi

Si possono percorrere quasi 300 chilometri passeggiando a mezza costa, da Moncalieri a San Mauro, seguendo i 14 sentieri segnati su quella che una volta era chiamata la "montagna di Torino". I Comuni attraversati da questa prima parte di percorsi sulla Collina di Torino sono già parecchi: Moncalieri, Torino, Pecetto, Pino Torinese, Baldissero, San Mauro, Castiglione. Un patrimonio verde di quasi 5 mila ettari che corona il capoluogo della regione rendendola, insieme ai suoi numerosi parchi cittadini, la città più verde d'Europa.

Ma proseguendo il cammino è possibile arrivare sino alla provincia di Asti attraverso i territori dei comuni di Gassino, San Raffaele Cimena, Castagneto Po, San Sebastiano Po, Casalborgone, Rivalba, Cinzano, Sciolze, Marentino, Moncucco, Moriondo, Mombello, Arignano, Andezeno, Montaldo Torinese, Pavarolo, Chieri e Gassino. E le sorprese non mancano, non solo per gli appassionati di natura: a San Raffele Cimena si possono trovare i capperi fioriti sulla roccia assolata, a Pavarolo ci sono la casa e la tomba del pittore Felice Casorati mentre a Cinzano cresce indisturbata un'antica pianta di Rovere con ben 14 tronchi, senza dimenticare che a San Sebastiano Po c'è uno spettacolare esemplare di Ginkgo Biloba che si dice sia stato piantato da Napoleone più di due secoli fa.

Un buon numero di questi Comuni rientreranno nella gestione unificata dell'intero tratto piemontese del Fiume Po, prevista dalla nuova legge regionale di riforma dei parchi che, approvata a marzo 2019, diventerà operativa dal mese di luglio 2020. Questo nuovo grande parco comprenderà anche tutta l'area della Collina Torinese e i suoi memorabili sentieri.

Le vigne e le ville

Storicamente questa zona (che ha un'altitudine media di circa 500 metri) è sempre stata il polmone verde della città: dal 1600 è stato il tradizionale luogo di villeggiatura e di residenza delle famiglie aristocratiche torinesi, ma anche la zona dove nelle "vigne" dove si producevano i beni alimentari di prima necessità destinati ai "cittadini". Pochi anni fa è stato ripristinato il vigneto storico della Villa della Regina che produce ogni anno una Freisa di Chieri doc molto apprezzata dagli intenditori: è l'unico caso di vigna produttiva in ambito urbano in Italia.

Ma la "montagna cittadina" è stata anche terra di rifugio. Durante la guerra – come racconta Cesare Pavese nel suo romanzo "La casa in collina" – era il luogo in cui i cittadini torinesi, che non avevano potuto sfollare altrove, si rifugiavano per sfuggire alle incursioni aree, spesso passando anche l'intera notte all'aperto sotto gli alberi e nei prati.

Oggi nessuno la chiama più "Montagna" ma la "Collina" rimane per i torinesi una zona significativa della città, ricca di magnifiche ville nascoste dietro alte siepi, istituti scolastici d'élite, circoli ricreativi e ristoranti rinomati, tutti immersi in una ampia zona verde, a tratti boscosa, a tratti coltivata a giardino. Fino a pochi decenni fa, quando l'inverno era ricco di neve, non era insolito vedere qualche sciatore casalingo scendere lungo i pendii della collina con gli sci ai piedi.

Tutto questo ampio territorio è sempre stato attraversato da decine di sentieri che anticamente collegavano tra loro le poche zone abitate. Da quando i sentieri però hanno smesso di essere percorsi quotidianamente dagli abitanti della zona, molti dei loro tracciati si sono persi nel folto della vegetazione.

I volontari

Poco dopo la fine della guerra, nel 1948, un gruppo di appassionati che ancora conosceva i vecchi sentieri li ha man mano liberati dagli sterpi, segnati, puliti, resi percorribili anche dove sono attraversati dai piccoli corsi d'acqua che dal Colle di Superga scendono verso il fiume Po. Un lavoro incessante, svolto ancora oggi da un gruppo di appassionati: "L'attività svolta da un centinaio di volontari non conosce soste – racconta Emilio Delmastro di Pro Natura – ci troviamo tutte le settimane da 25 anni. Nel 1990 ha iniziato l'attività il CAI di Moncalieri, poi noi abbiamo continuato".

Curare i sentieri significa essenzialmente tenerli puliti per renderli percorribili da tutti, in ogni stagione: "Recentemente abbiamo aperto un passaggio asciutto sul percorso 12 – prosegue Beppe Gavazza – tra il Parco della Rimembranza e il bivio del Mainero, pulendo un tratto di sponda della strada incassata e scavalcando un piccolo rio con una passerella realizzata con travi di castagno reperite sul posto". I volontari – per la maggior parte non più giovanissimi ma sempre molto determinati – appartengono a numerose associazioni locali che sono riunite in un Coordinamento il cui punto di riferimento è l'associazione Pro Natura (a Torino in via Pastrengo 12). Negli ultimi anni l'associazione ha stampato tre preziose Carte dei Sentieri in scala 1:15.000 con la relativa Guida, strumenti insostituibili per gli escursionisti che descrivono i percorsi di tutto il territorio collinare.

Lungo tutto l'anno il Coordinamento organizza appuntamenti e gite per gli appassionati. Il momento clou è in autunno: quest'anno la Festa dei sentieri si svolge domenica 13 ottobre con la salita alla Madonna del Rocciamelone, sulla collina di Moncalieri.

Il Parco del Po piemontese

La fruizione dei sentieri da parte dei camminatori è sicuramente aumentata negli ultimi anni, anche se non è stata mai organizzata una vera e propria campagna coordinata e organica tra tutti i vari soggetti coinvolti. Il lavoro dei volontari si affianca infatti a quello del Parco regionale del Po piemontese: "Un contributo essenziale alla manutenzione dei sentieri – spiega l'ingegner Francesco Mastrosimone, funzionario tecnico del Parco – è fornito da almeno 15 anni dagli operai forestali della Regione Piemonte, insieme ai volontari AIB (antincendi boschivi) di Pino Torinese. L'ex Parco della Collina, tuttora accorpato all'Ente che gestisce il tratto del Po torinese, attingendo alle varie forme di finanziamento di cui disponeva, ha effettuato negli anni 2007/2013 diversi interventi, in particolare lungo la strada panoramica di Pino per un importo di circa 600.000 euro. Il Comune di Torino, attraverso il settore Verde Pubblico, ha realizzato vari interventi di manutenzione, sempre attingendo a finanziamenti pubblici". La Regione Piemonte ha in corso un progetto per la realizzazione del Catasto Sentieri, un progetto ambizioso e complesso che porterebbe alla conoscenza e alla fruibilità di tutti i percorsi collinari.

I percorsi della Collina torinese da Moncalieri a San Mauro

N. 10 - Sentiero naturalistico della Val Sappone, dal Fioccardo (230 mt) al Parco della Maddalena (715 mt), lungh. 6.7 Km - disl. 485 mt - tempo di percorrenza: 2h 30' – percorso naturalistico

N. 11 - Cavoretto e i boschi della Val Pattonera, dal Fioccardo (230 mt) al Parco della Maddalena (715 mt), lungh. 5.8 Km - disl. 485 mt - tempo di percorrenza: 2h 15' - percorso di interesse storico/naturalistico

N. 12 - Sentiero Natura, dalla passerella sul Po di Italia 61 (230 mt) a str. del Mainero e all'Eremo (621 mt), lungh. 6.2Km - disl. 391 mt - tempo di percorrenza: 2h 20' - percorso naturalistico

N. 14 - Antica Strada della Viassa, dal Ponte Balbis - c.so Bramante (232 mt) al Pian del Lot (539 mt), lungh. 3.6Km - disl. 305 mt - tempo di percorrenza: 1h 35' - percorso di interesse storico

N. 16 - Sentiero dei Parchi, dal Ponte Isabella - c.so Dante (229 mt) al Faro della Vittoria, Parco della Rimembranza (715 mt), lungh. 6 Km - disl. 485 mt - tempo di percorrenza: 2h 20' - percorso di interesse storico e naturalistico

N. 18 - Parco del Nobile e strada del Mainero, dal Ponte Umberto I - c.so Vittorio Emanuele II (227 mt) alla cascina Mainero (532 mt), lungh. 4.4 Km - disl. 305 mt - tempo di percorrenza: 1h 50' - percorso di interesse storico e naturalistico

N. 19 - Villa della Regina e Villa Genero, da piazza Gran Madre (225 mt) a Santa Margherita (395 mt), lungh. 3 Km - disl. 170 mt - tempo di percorrenza: 1h 15' - percorso di interesse storico e architettonico, punti panoramici

N. 20 - Valpiana e Val San Martino Superiore, dalla chiesa Madonna del Pilone - c.so Casale 195 (215 mt) a Pino T.se (520 mt), lungh. 6.2 Km - disl. 405 mt - percorso di interesse storico e architettonico

N. 22 - Strada antica di Chieri, dalla chiesa Madonna del Pilone - c.so Casale 195 (215 mt) all'Eremo (621 mt), lungh. 5.1Km - disl. 305 mt - percorso di interesse storico e documentario

N. 24 - Sentiero di Costa Serralunga, da Mongreno (428 mt) al monte Aman sulla Strada dei Colli "Panoramica" (585 mt), lungh. 4.2Km - disl. 285 mt - percorso di interesse naturalistico

N. 27 - Antica Strada delle Traverse, da Sassi, piazza Modena (225 mt) a Superga (670 mt), lungh. 4.7 Km - disl. 440 mt

N. 28 - Nei boschi del versante ovest di Superga, da Sassi, piazza Modena (225 mt) a Superga (670 mt), lungh. 4.35 Km - disl. 440 mt - tempo di percorrenza: 1h 50' - percorso di interesse storico e naturalistico

N. 29 - Dal Po a Superga, dal ponte del Bajno, confine Torino - San Mauro su c.so Casale (215 mt) a Superga (670 mt), lungh. 3.4 Km - disl. 440 mt - tempo di percorrenza: 1h 35' - percorso di interesse storico e naturalistico, punti panoramici

Per approfondimenti e informazioni:

Associazione Pro Natura Torino - Tel. 011.5096618 (14 – 19) mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Riferimenti per reperire le carte dei sentieri

Centro Visite del Parco Naturale di Superga - Strada della Funicolare, 55 (stazione di arrivo della tramvia a dentiera), 10132 Torino

Legge regionale n. 11 del 27 marzo 2019 ( Vigente dal 19/04/2019 ) istitutiva del Parco naturale del Po piemontese 

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