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Storia di uno sciame di api nella Reggia di Venaria Reale

Il ritorno di una regina, con tutta la sua corte, nella storica sede...

  • Stefania Grella*
  • Ottobre 2018
  • Lunedì, 3 Settembre 2018
 Foto S. Grella Foto S. Grella


In una calda giornata estiva, l'Ente Parchi Reali riceve dalla Reggia di Venaria la richiesta di aiuto per provvedere con urgenza, onde evitare incidenti con i visitatori, alla rimozione di un grosso sciame di api appollaiato sulla parete esterna della Galleria Grande, sul lato sud che affianca gli storici Giardini.
La direzione dell'Ente coinvolge il CAPT (Consorzio Apicoltori Provincia di Torino), con cui collabora per attività didattiche e formative, nella persona di Piergiorgio Bonci, che si rende prontamente disponibile.
Ed ecco come è andata dalle sue stesse parole:

"Mi organizzo per l'immediato recupero, Stefano (amico e socio CAPT esperto acchiappasciami di pronto intervento) si rende immediatamente disponibile. Alle ore 14 siamo in loco, in effetti lo sciame è enorme, stimato ci saranno più di centomila api, lassù in cima alla parete esterna, costruzione in mattoni stile Sabaudo a pochi metri dal cornicione del tetto. Ci rendiamo conto immediatamente delle difficoltà tecniche per un immediato recupero a causa della posizione dello sciame. Si decide di contattare i vigili del fuoco, l'intervento del responsabile dei servizi della Reggia, arch. Francesco Bosso, ottiene la disponibilità, quindi alcune ore dopo il grosso automezzo dei vigili è disponibile nel piazzale della Reggia.
Nel capiente cestello ancorato in punta al braccio idraulico hanno preso posto il vigile manovratore, il nostro Stefano e l'occorrente per alloggiare lo sciame (arnia da 12 telaini con favi costruiti, fogli cerei, e alcuni telaini con scorte di miele, un aspiratore e una telecamerina con sonda per ispezionare un primo tratto di un eventuale vano nel muro.
Dalla prima presa visione dello sciame all'effettuazione dell'intervento con il cestello sono trascorse alcune ore e la sorpresa, quando si è giunti in prossimità dello sciame, è stata quella di constatare che la consistenza della quantità delle api, fuori dal muro, si era notevolmente ridotta. Le api si stavano progressivamente e ordinatamente infilando in una apertura della parete comunicante con l'interno dell'intercapedine del grande solaio del soffitto della Galleria Grande, inaccessibile dall'esterno senza ricorrere alla demolizione del muro, quindi si constatava l'impossibilità tecnica del recupero. Il vigile del fuoco a terra, sig. De Marchi, mi ha omaggiato la foto ricordo del mancato recupero.
Conclusione: sono certo che le api, protagoniste di questo eccezionale sciame, in questo particolare sito non sia un'eccezione, ma il frutto di una lunga tradizione genetica che si tramanda da chissà quanto tempo, forse anche dalla iniziale costruzione dello stabile. Considerando poi che la posizione della Reggia è già di per sé strategica, in quanto immersa in una vallata subalpina particolare, lussureggiante, ricca di flora mellifera disponibile quasi tutto l'anno e considerando anche la vasta area dedicata alle siepi, ai giardini coltivati a scopo ornamentale, è facile immaginare che probabilmente le api, con la loro regina, non a caso vi abbiano installato la loro dimora."

Il sig. Bonci, impressionato dal fenomeno, si è ripromesso di monitorare l'apertura di entrata del nido (con l'utilizzo,naturalmente, del binocolo) dal cortile della Reggia, per verificare il flusso delle api in transito e trarne utili informazioni sulla sopravvivenza di questi insetti sopratutto senza l'interferenza di apicoltori. Ed è probabile che in futuro, visionando il sottotetto, venga trovata la costruzione di grandi favi, dove potrebbero aver trovato alloggiamento le colonie.

Per gli appassionati di api, che intendano diventare provetti apicoltori, informiamo che il CAPT, presso il Parco La Mandria, in collaborazione con l'Ente di gestione dei Parchi Reali, l'Università di Torino e il Dipartimento di scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, tiene un apposito corso, ogni sabato a partire dal 15 settembre fino al 10 novembre.

Il programma è improntato sia su lezioni teoriche (che vanno dalle attrezzature apistiche, ai nemici delle api, ai prodotti, senza tralasciare tutta la normativa che riguarda questa attività) tenute presso la Cascina Brero (in Venaria Reale, via Scodeggio), nonché su lezioni pratiche svolte nell'apiario didattico interno all'area protetta.
Ecco i riferimenti per informazioni e iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  (0114993381).

* Stefania Grella è Direttrice dell'Ente Parchi Reali

 

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