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Parchi da gustare: per una biodiversità culturale e gastronomica

Nei Parchi del Piemonte non solo si può "vivere" l'ambiente secondo regole che ne tutelano la ricchezza e la biodiversità, ma si può sperimentare e gustare anche una biodiversità culturale e gastronomica. Verso il 24 maggio: un assaggio di natura

  • Stefano Cariani
  • Aprile 2016
Martedì, 26 Aprile 2016
Parchi da gustare: per una biodiversità culturale e gastronomica

Marc Augè è un antropologo francese, attento studioso della società e della comunicazione, che ha raggiunto una grande notorietà coniando il termine "non luogo". I "non luoghi" sono tutti quegli spazi, tipici del nostro tempo post moderno, in cui l'identità degli individui si perde in zone di mancanza di relazione. Gli aeroporti sono tipici "non luoghi": uguali in tutto il mondo, stereotipati e uniformati, essi devono rispondere alle necessità di globalizzazione e di movimento dell'essere umano di oggi. I centri commerciali sono un altro tipico esempio di "non luogo": luoghi senza identità, senza storia, in cui l'essere umano è al centro di tutto solo in quanto consumatore-spettatore, che guarda, consuma e va via, senza prendere né lasciare nulla, se non una relazione "produzione-consumo" che oggi sembra essere al centro di tutte le nostre vite. Nessuna esperienza, nessuna identità, nessuna diversità, massima omologazione: l'uomo consumatore, coccolato e viziato dai "non luoghi", sembra essere destinato a un vuoto di significato molto profondo.

Chissà se Augè aveva pensato ai Parchi del Piemonte come esempio di "luogo" da contrapporre ai "non luoghi". I Parchi del Piemonte stanno intraprendendo un percorso che li rende ricchi di esperienze da vivere, di storie da raccontare, di diversità da tutelare. Esattamente al contrario dei "non luoghi", nelle aree protette del Piemonte si tutela la biodiversità, e non solo in senso naturalistico. Nei Parchi c'è un tesoro di biodiversità gastronomica che viene tutelato e valorizzato dalla Regione Piemonte con il progetto "Parchi da Gustare": i produttori, i ristoratori, gli enti di gestione, gli operatori agricoli e turistici fanno sistema per rinnovare il patto tra uomo e natura, ma anche per creare una nuova relazione tra produttori e consumatori, affinché i Parchi siano luoghi da vivere, in antitesi ai "non luoghi" dove magari si passa, si consuma, si "sta", ma non si "vive" con profondità di significato.

Nei Parchi del Piemonte non solo si può "vivere" l'ambiente secondo regole che ne tutelano la ricchezza e la biodiversità, ma si può sperimentare e gustare anche una biodiversità culturale e gastronomica. Perché l'identità dei Parchi, come quella di ciascun essere umano, è molteplice e la salvaguardia "naturale" viene ora affiancata da quella culturale, sociale ed economica, in un rapporto di collaborazione tra operatori, istituzioni e fruitori. In Piemonte le Aree Protette sono viste e vissute come "scrigni" di biodiversità e di natura, ma anche di identità, gusto e tipicità locali: una risposta carica di storia e cultura che può aiutarci a sfuggire alla logica dai "non luoghi" del nostro tempo.

Vai alla sezione dedicata al progetto Parchi da gustare

 

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