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Contrafforte del Pliocenico, la riserva che era un golfo marino

Siete pronti a un viaggio nel tempo? Quando la Pianura Padana era un mare aperto, a due passi da Bologna, c'era un piccolo golfo marino del Pliocene che oggi è la Riserva naturale Contrafforte. 

  • Silvia Paterlini
  • Marzo 2021
Lunedì, 29 Marzo 2021
Torre di Monte Adone | Archivio Ente Parchi Emilia Orientale – Foto Daria Victorini Torre di Monte Adone | Archivio Ente Parchi Emilia Orientale – Foto Daria Victorini

Il bastione del Monte Adone si erge severo coi suoi 654 metri a guardia di un fronte roccioso brullo e selvaggio. Pareti di arenaria visibilmente stratificata e plaghe rocciose si articolano in grotte, torrioni e pareti solitarie addolcite dal tempo, di altezza modesta ma di straordinario impatto visivo: siamo a Brento, frazione del Comune di Monzuno in provincia di Bologna, nel cuore della Riserva naturale Contrafforte del Pliocenico, la più vasta area protetta della Regione Emilia Romagna.

I confini: meraviglie geologiche dell'Appennino bolognese

Istituita nel 2006, la Riserva è solo una piccola porzione (circa 7 chilometri quadrati) di una più ampia area riconosciuta come Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale (SIC/ZPS IT4050012) all'interno della rete Natura 2000 e tutelata dal Piano territoriale paesistico regionale: parliamo di quindici chilometri di affioramenti rocciosi di arenaria pliocenica chiusi tra la Valle Reno presso Sasso Marconi, il torrente Setta che divide l'area dal Parco regionale Monte Sole e il Torrente Zena dopo Monte Rosso, in Comune di Pianoro. Può sembrare strano ma qui, a soli venti chilometri dal capoluogo emiliano, in una delle aree più densamente popolate d'Europa, si possono ancora calpestare le vestigia solitarie di un remoto passato geologico.

Ritorno al Pliocene

Il Contrafforte è la testimonianza di un antico, piccolo golfo marino del Pliocene, epoca geologica collocabile tra i 5 e i 2 milioni di anni fa (il cosiddetto Bacino Intrappenninico Bolognese di età Pliocenica), quando la Pianura Padana era un mare aperto che s'infrangeva contro la catena appenninica in parte già emersa. Le testimonianze del passato marino del Contrafforte sono tantissime, in primo luogo le tracce di erosione dovute al moto ondoso dell'antico mare, ma anche ai torrenti che scendevano impetuosi dalla neo-emersa catena Appenninica con tracciati quasi sovrapponibili a quelli attuali (Setta, Savena, Zena Idice).

Scendendo, riversavano sedimenti che oggi possiamo ammirare nei toni del giallo-grigio proprio come fosse sabbia compattata punteggiata dalle chiome verde scuro dei lecci che si stagliano contro pareti assolate. L'intera area presenta una vegetazione molto differenziata con piante dell'area mediterranea favorite dal microclima delle pareti rocciose, come fillirea, alaterno, erica arborea, cisto femmina e ginestrella comune, ma anche querce in tutte le declinazioni, faggi e agrifogli in un inatteso giardino mediterraneo poco fuori le mura cittadine.

La conformazione geologica molto varia, tutta anfratti, grotte e rupi, in parte anche difficilmente accessibili, garantisce una bassa antropizzazione e quindi una presenza di specie assenti altrove in Appennino soprattutto a livello di avifauna con almeno dieci specie nidificanti di interesse comunitario tra cui il falco pellegrino.

La Riserva a piedi: la Via degli Dei tra natura e cultura

Tutta la riserva presenta moltissime opportunità per escursionisti, cicloturisti e addirittura per gli amanti dell'arrampicata come la Rocca di Badolo con le sue 180 diverse vie ferrate e non. Uno dei più noti sentieri di trekking che costeggia la Riserva, per poi attraversarla nei pressi del Monte Adone, è la Via degli Dei, lungo itinerario che collega Bologna a Firenze in parte sull'antico tracciato romano della via Flaminia militare, come ricorda la topografia che va dal Monte Adone a Monzuno (Mons Jovis), dal Monte Venere al Monte Luario.

In questo caso, arrivando da Bologna, dopo la prima tappa a Badolo, si raggiunge l'abitato di Brento proprio ai piedi del Monte Adone, il più alto dei rilievi del contrafforte e autentico simbolo della Via degli Dei.

La vetta è raggiungibile in circa un'ora e mezza sul sentiero CAI 110 superato il Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica ed è tra le perle di bellezza che può offrire questo cammino. Dalla cima si gode di un colpo d'occhio impagabile sull'intero Contrafforte e sulla Valle di Monzuno, vista che doveva essere preziosa anche a livello strategico giacché proprio da qui passava la Linea Gotica (prima di arrivare in vetta c'è un cartello che lo segnala), eredità dolorosa per paesini martire come Monzuno, Monte Sole o, più distante, Marzabotto.

Dall'Adone lo sguardo spazia tra guglie e torrioni che sfidano la gravità e l'autostrada del Sole che corre verso Firenze, vista da lassù, davvero non fa rimpiangere la scelta di arrivare in Toscana a piedi: praticamente un altro mondo.

Altri itinerari

Tra i sentieri possibili, ci sono diversi anelli fattibili in giornata: l'anello del Monte Adone da Brento, l'anello intorno a Monte Rosso da Livergnano, oppure ancora l'ampio anello che da Badolo porta al crinale del Monte Frate. Partendo da Sasso Marconi, infine, si possono percorrere i sentieri che portano a Monte Mario con rientro attraverso il Parco Pubblico Prati di Mugnano. Tutta la Riserva è inoltre attraversata da una rete viaria minore che collega i piccoli centri abitati al Contrafforte e che comprende stradine asfaltate, sterrate e antichi sentieri in un territorio denso di storia (in Val di Setta, presso Sasso Marconi, l'acquedotto di età augustea, tuttora funzionante, rifornisce Bologna, per fare solo un esempio).

Tra i percorsi di più giorni, si segnala la Via dei Santuari, itinerario che collega Bologna a Prato toccando alcuni dei più suggestivi edifici sacri dell'Appennino e attraversa la Riserva in località Commenda e Battedizzo.

Il Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica

Tra gli elementi da segnalare nella Riserva, c'è il Centro di tutela e ricerca fauna esotica e selvatica – Monte Adone ODV, che si costeggia proprio in corrispondenza della salita per la vetta. Il Centro è operativo 24 ore su 24, ogni giorno dell'anno, opera su base volontaria e attraverso accordi con enti pubblici e facoltà universitarie per il soccorso, il recupero e il ricovero di animali abbandonati, feriti, confiscati, di provenienza sia esotica che autoctona Se si è sulla Via degli Dei occorre pianificare bene il tempo perché le visite durano tre ore. Anzi, duravano. Da quando è scoppiata la pandemia, infatti, tutte le forme di visita a questo centro d'eccellenza animato da tantissimi volontari (almeno una decina al lavoro ogni giorno), sono state interrotte. "La nostra attività però prosegue come e più di prima – assicura Marika, una volontaria, al telefono. Siamo molto attivi sulla fauna locale mentre su quella esotica si è registrato un calo di ingressi. Oggi, prosegue, siamo punto un punto di riferimento certamente per il lupo e diamo ricovero a fauna anche di altre regioni".

Identikit della Riserva

Anno di istituzione: 2006

Regione: Emilia Romagna

Province: Bologna

Comuni: Monzuno, Pianoro, Sasso Marconi

Confini: la Riserva si colloca nell'alta collina bolognese e tutela un affioramento di arenaria pliocenica lungo una quindicina di chilometri e disposto trasversalmente alle valli di Reno, Setta, Zena e Idice. Il territorio protetto comprende, muovendosi da Sasso Marconi, i rilievi di Monte Mario (466 mt), La Rocca di Badolo (476 mt), Monte Frate (457 mt), Monte Adone (654 mt) e Monte Rosso (591 mt). Nella Valle del Setta la riserva corre parallela al settore più settentrionale del Parco storico di Monte Sole.

Estensione: 7,57 chilometri quadrati inseriti all'interno della più vasta area di interesse comunitario SIC-ZPS Contrafforte Pliocenico e Zona di Protezione Speciale (SIC/ZPS IT4050012) all'interno della Rete Natura 2000 e tutelata dal Piano Territoriale Paesistico Regionale, estesa per 26 chilometri quadrati.

Altitudine massima: Monte Adone, 654 mt

Come raggiungerla: a una ventina di chilometri da Bologna, si raggiunge facilmente oltre che dal capoluogo emiliano anche da Sasso Marconi, Pianoro e Monzuno. Per chi percorre a piedi la nota Via degli Dei tra Bologna e Firenze, l'arrivo è da Badolo (Comune di Sasso Marconi). La salita al Monte Adone parte da Brento.

Ente Gestore: Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Emilia Orientale

Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica Monte Adone: Via Brento, 940037 Sasso Marconi BO. Contatti: Tel. e fax 051 847600 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.: www.centrotutelafauna.org

Scaffale

Wu Ming 2, Il Sentiero degli Dei, Ediciclo, 2010. A piedi con Wu Ming 2 per raccontare il percorso tra gli Appennini che collega Bologna a Firenze, coprendo storie di sopraffazione e resistenza all'Alta Velocità, luoghi incantati e leggende magiche.

Simone Frignani, Guida alla via degli dei. Da Bologna a Firenze e ritorno, Terre di Mezzo, edizione aggiornata 2020. Guida molto esaustiva con cartine esplicative e approfondimenti storico-culturali.

Emanuela Segantini, Le segnatrici, Piemme, 2020. Il ritrovamento delle ossa di una bambina scomparsa ventidue anni fa e una nuova, misteriosa sparizione tra i boschi dell'Appennino bolognese. Quale oscuro mistero si cela dietro la secolare tradizione locale delle segnatrici? Superstizione, memorie rimosse e leggende in un giallo appassionante.

 

 

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