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Psiloritis, il geoparco del giovane Zeus

"Psiloritis" in greco significa ''alta montagna'' ed è il nome che oggi ha la vetta del Monte Ida, la più alta montagna dell'Isola di Creta. Si tratta di un monte considerato sacro fin dall'antichità ed è forse grazie alla sua benevolenza di Zeus, re di tutti gli dèi che, nel 2001, è stato fondato il geoparco. 

  • Testo e foto di Filippo Ceragioli
  • Gennaio 2020
  • Giovedì, 16 Gennaio 2020
Ambiente carsico presso il Rifugio Mygero situato nel geoparco  Ambiente carsico presso il Rifugio Mygero situato nel geoparco

 

"Psiloritis" in greco significa ''alta montagna'' ed è il nome che oggi ha la vetta del Monte Ida, la più alta montagna dell'Isola di Creta. Si tratta, come forse si ricorda chi ha fatto studi classici, di un monte considerato sacro fin dall'antichità. La montagna era stata consacrata alla dea madre Rea che avrebbe nascosto il piccolo Zeus in una grotta alle sue pendici per evitare che fosse divorato dal padre Kronos. Il bambino venne nutrito dalla capra Amaltea e poi, da grande, riuscì a diventare il re di tutti gli dei. Ed è forse grazie alla sua benevolenza che, nel 2001, è stato fondato il "Geoparco dello Psiloritis" che fa oggi parte sia della "European Geoparks Network" che della rete globale UNESCO dei geoparchi.

I molti tesori del Monte Ida

La sua area è molto vasta (circa 1200 km quadrati) e copre la parte centro-settentrionale dell'isola. Al suo interno si trovano zone anche densamente abitate, strade e attività produttive, ma gli ambienti di pregio ancora intatti sono molto numerosi. In particolare la "geodiversità" dell'area è notevolissima: si tratta di una delle zone di contatto tra la placca tettonica euroasiatica e quella africana, dove emergono alla superficie rocce vecchie tra il milione e i 300 milioni di anni.

Sono rappresentate sostanzialmente tutte le possibili tipologie di rocce: vulcaniche, metamorfiche e sedimentarie. Per i non addetti ai lavori particolarmente affascinanti sono le numerose grotte della zona, alcune delle quali attrezzate anche per la visita turistica. Tra queste senza dubbio la più nota e visitata è la ''Caverna di Zeus" (in greco chiamata "Ideon Andron"). La cavità naturale costituì fin dal periodo minoico un santuario e molti oggetti votivi che vi sono stati rinvenuti sono oggi esposti nel museo archeologico di Heraklion, la principale città di Creta.
La turbolenta storia geologica della zona ci ha inoltre consegnato profonde gole e antiche scogliere coralline fossilizzate. Spettacolari sono anche le vaste formazioni carsiche che circondano il Monte Ida, distese ondulate aride e steppose che, con il sole radente del primo mattino, appaiono del tutto fuori dal tempo.

In questi ambienti così selvaggi hanno potuto conservarsi animali e vegetali che altrove si sono estinti o sono diventati rarissimi. Tra questi c'è la "capra kri-kri" (Capra hircus cretica), una sottospecie della comune capra domestica che, a prima vista, appare piuttosto simile al camoscio. Oltre alle sue preziose emergenze geologiche e naturalistiche il geoparco tutela anche molte opere umane, dalle tradizionali capanne di pietra ("mitata") costruite nei millenni dai pastori locali, a vari monasteri ortodossi abbarbicati sui rilievi della zona e a centri urbani dell'antichità come Zominthos e Eleftherna. Nei pressi delle rovine di questa seconda città è stato di recente costruito un interessante museo archeologico, che spicca tra gli altri musei dell'isola per un allestimento moderno e accattivante. Non vanno inoltre dimenticati i paesaggi agricoli, come gli oliveti che al loro interno custodiscono alberi vecchi di secoli o anche di millenni, veri e propri patriarchi vegetali.

Tra gli alberi monumentali della zona particolarmente suggestivi sono anche i platani, che sia in natura che all'interno dei centri abitati possono raggiungere dimensioni davvero colossali.

Sul tetto di Creta

E poi naturalmente, a dominare il geoparco, c'è il Monte Ida. Sulla sua cima, a 2456 metri di quota, si trova una chiesetta-bivacco in pietra, dedicata alla Santa Croce ("Timios Stavros") e che dall'esterno ricorda molto le capanne dei pastori. L'accesso estivo può avvenire partendo dall'altopiano di Nida lungo il sentiero europeo E4, che attraversa l'isola da ovest ad est. Si tratta di una escursione piuttosto lunga (più di 1300 m di dislivello), che richiede circa sette ore di cammino e la disponibilità di un'auto per raggiungere il punto di partenza. Una via di salita alternativa e più breve parte dal rifugio Mygero  che in realtà è un bivacco non custodito ed è raggiungibile in auto o a piedi con una stradina asfaltata che parte dal centro di Livadia, a nord della montagna.

La parte alta del Monte Ida è arida e assolata, e d'estate conviene partire molto presto; vari escursionisti locali si mettono in cammino in piena notte e, con l'aiuto di torce elettriche, raggiungono la cima in tempo per potersi godere il sorgere del sole. Sul massiccio del Monte Ida durante l'inverno le precipitazioni nevose possono essere anche molto abbondanti, e sul versante settentrionale sono attivi alcuni impianti di risalita per lo sci da discesa. Per la salita allo Psiloritis con le ciaspole o gli sci vanno attentamente valutate le condizioni della neve e la forza del vento, che può rendere il percorso davvero difficile. Il panorama è naturalmente vastissimo: lo sguardo abbraccia la ripida costa meridionale affacciata sul Mar libico, la più lontana e pianeggiante costa settentrionale e, in lontananza, le estremità occidentale e orientale dell'isola, durante l'estate spesso avvolte dalla foschia.

 

 

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