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Monte Aloia, primo parco naturale della Galizia

  • Filippo Ceragioli
  • Dicembre 2017
Lunedì, 04 Dicembre 2017 21:11

Con undici diverse specie di rettili e anfibi e le numerose rarità micologiche e floristiche, il Parco Monte Aloia vi sorprenderà con i suoi ''miradores'': cinque belvederi che dalla sommità del monte omonimo spingono lo sguardo verso vedute spettacolari

Il primo parco naturale della Galizia (comunità autonoma nel nord-ovest della Spagna) venne istituito nel 1978 con il decreto reale n. 3160. Con una superficie di 742 ettari, nel 2004 è anche stato inserito nella rete ecologica europea NATURA2000. Prende il nome dal Monte Aloia, un rilievo granitico che dai suoi 633 metri di quota domina il basso corso del Miño (o Minho, se si preferisce il portoghese), il grande fiume che fa da confine tra Galizia e Portogallo. In anni recenti gli speleologi galleghi hanno identificato e esplorato nelle viscere del monte una grotta che, con 1250 metri di lunghezza, è considerata la seconda d'Europa tra quelle che si sviluppano nel granito, una roccia molto più difficile da erodere di quelle calcaree all'interno delle quali si trovano le cavità naturali più celebri.

Foreste e miradores

All'esterno la montagna è per buona parte coperta da fitti boschi dove prevalgono gli eucalipti e l'acacia nera (Acacia melanoxylon), essenze di origine australiana molto diffuse anche in altri luoghi del versante atlantico della penisola iberica. Queste specie furono piantate circa un secolo fa per rimboschire l'area, a quel tempo sostanzialmente spoglia di vegetazione arborea, e vennero scelte per le caratteristiche tecnologiche del legname, la discreta resistenza al fuoco e una forte velocità di crescita. Più interessante dal punto di vista naturalistico è la presenza nel parco di undici diverse specie di rettili e anfibi (in totale in Galizia se ne contano quattordici), che dà un'idea della varietà degli ambienti che costituiscono l'area protetta. Numerose sono anche le rarità micologiche e floristiche, con almeno trenta delle specie vegetali ospitate dal parco endemiche della penisola iberica. La zona più visitata è l'area sommitale del monte che offre cinque ''miradores'' (belvederi): collocati a pochi minuti di cammino l'uno dall'altro sono in grado di offrire spettacolari viste sull'area circostante. Nelle giornate limpide lo sguardo può spingersi infatti fino al Monte Santa Trega, posto allo sbocco del Miño, e alle lontane Isole Ciés, circondate dall'Atlantico. Sul punto più alto della montagna sorge la "Gran Cruz", una monumentale croce in pietra eretta per celebrare l'anno Santo del 1900.

Non lontano dalla cima si trova anche la ''ermita de San Xiao'' (eremo di San Giuliano). La costruzione, realizzata all'inizio del Settecento nel luogo dove sorgeva un insediamento preistorico, è tuttora meta di pellegrinaggi e celebrazioni religiose molto partecipate. Attorno ad essa prosperano alcuni bellissimi esemplari di quercia, che sono tra i pochi superstiti della foresta che ammantava il Monte Aloia prima dei disboscamenti e dei lavori di riforestazione di inizio Novecento. Una lunga scalinata di pietra, anch'essa risalente al Settecento, scende alla "Fonte del Santo", attorno alla quale sono fiorite diverse leggende e dicerie popolari.

Un parco per tutti

Il centro di interpretazione dell'area protetta è ospitato dalla casa forestale dedicata all'ingegnere Rafael Areses che curò il rimboschimento della zona. Si tratta di una singolare costruzione che risale al 1921 e attorno alla quale si sviluppa un arboreto didattico che può essere visitato percorrendo un interessante sentiero autoguidato. Non avendo molto tempo a disposizione una bella escursione per fare la conoscenza con l'ambiente del parco e con la sua storia è l'anello di sentieri che, in un paio d'ore, permette di immergersi nell'ambiente forestale e di visitare le rovine del "Castro Alto dos Cubos", un insediamento protostorico costruito su un panoramico poggio. Esistono comunque altri percorsi escursionistici tematici, come quello dedicato ai mulini ad acqua, che consentono di visitare con calma l' area protetta. La ricchezza della vegetazione arborea fa sì che vari itinerari siano ben ombreggiati e quindi adatti per fare un po' di moto nelle giornate estive più calde. Nei pressi dell'eremo è anche disponibile un punto di ristoro, e qua e là sono state allestite aree attrezzate dove è possibile fermarsi per un picnic.

 

Ultima modifica il Martedì, 05 Dicembre 2017 16:36

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