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Ticino, il paradiso del Pelobate fosco

Il parco naturale ha consolidato alcuni progetti per la conservazione di questo rospo

  • Gerolamo Boffino
  • gennaio 2016
  • Lunedì, 18 Gennaio 2016

 

 

Gerolamo Boffino

Il Pelobate fosco, o Rospo dell'aglio, è una specie criptica con abitudini fossorie, trascorre il periodo di attività interrato in tane, scavate grazie ad un tubercolo a forma di vanga posto sulle zampe posteriori, dalle quali emerge solo per nutrirsi e riprodursi.
E' una specie endemica italiana della Pianura Padana, è considerato uno degli anfibi europei a maggior rischio di estinzione, tanto da essere citata come specie "in pericolo/endangered" dall'I.U.C.N., considerata prioritaria nella Direttiva europea "Habitat 92/43" ed essere oggetto di specifici Action Plan.

In Italia le popolazioni di una certa consistenza sono diventate molto rare.
Quelle delle risaie del Novarese, un tempo numerose e abbondanti, hanno negli ultimi decenni sofferto un forte declino causato dalle nuove tecniche colturali caratterizzate da falsi allagamenti pre-semina seguiti da asciutta e trattamenti erbicidi, dagli spianamenti con l'uso del laser e dalle semine in asciutto. Tali pratiche provocano un'ingente perdita di ovature e di girini di anfibi.
Sino ai primi anni "90 la zona di Cameri, nel Parco Naturale del Ticino, ha ospitato la più grande popolazione italiana di Pelobate, ma già nel 2000 la specie risultava molto rarefatta e con poche stazioni di riproduzione.

Negli anni 2001-2003 il Parco ha avviato un progetto LIFE per la conservazione della specie con il partenariato del WWF Italia e la collaborazione dell'Università di Torino. Le attività svolte hanno garantito la sopravvivenza della specie in due siti riproduttivi: la Risaia Zaboina ed il Laghetto Pelobate, situati a poca distanza dalla sede del Parco, ma il loro mantenimento a lungo termine rimaneva comunque critico.

Successivamente altri interventi sui siti riproduttivi, ultimi in ordine di tempo quelli realizzati nell'ambito del PSR 2007-2013, hanno messo ulteriormente in sicurezza il Laghetto Pelobate. Si prevedono ulteriori azioni, finanziate con i fondi destinati alle compensazioni derivanti dall'ammodernamento dell'Autostrada A4 TO-MI, che dovrebbero definitivamente garantire la riproduzione nella Risaia Zaboina.
I risultati sino ad ora ottenuti sono estremamente incoraggianti, considerando che la colonizzazione dei nuovi siti riproduttivi è avvenuta a molti anni di distanza dall'ultima presenza d'acqua in queste zone.

Dai monitoraggi effettuati è emerso che da una popolazione iniziale di circa una decina di individui nel 2003, si è passati a 40 esemplari nel 2009 ed infine a 530 Pelobati nel 2014, la popolazione attualmente più abbondante in Piemonte.
I dati dimostrano l'enorme potenzialità di sviluppo della Biodiversità quando le condizioni ambientali vengono migliorate, anche a fronte di situazioni ritenute quasi disperate.

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