Stampa questa pagina

Un parco di farfalle

  • Claudia Bordese
  • novembre 2010
  • Martedì, 2 Novembre 2010

L'anno dedicato alla biodiversità è ormai agli sgoccioli. L'augurio è che si continui a parlare, ricercare e lavorare per conoscere, proteggere e divulgare la diversità dei viventi, garanzia di sopravvivenza per la nostra stessa specie. Il valore più prezioso della biodiversità, e forse quello più difficile da far comprendere, è l'intima unione che si stabilisce tra gli organismi viventi. Parafrasando un verso famoso, nessun essere vivente è un'isola. Ogni pianta, ogni animale, occupa una posizione ben definita nelle piramidi alimentari e nelle reti ecologiche, delle quali rappresenta un anello insostituibile. Le alzate di spalle che accompagnano l'interesse verso gli animali apparentemente meno significativi, magari semplicemente perché piccoli o non commestibili o sfruttabili, testimoniano l'ignoranza che è alla base di molti disastri ecologici. È anche nell'ottica di questa emergenza culturale che è un piacere imbattersi nell'opera attenta di un ricercatore ambientale, Paolo Palmi, che da oltre cinquant'anni si dedica allo studio delle farfalle diurne italiane, tanto da essere ritenuto oggi uno dei massimi esperti europei del settore. La sua dedizione a questi preziosi insetti, anelli fondamentali delle reti ecologiche, ne ha fatto molto più di un semplice collezionista, bensì uno studioso attento delle loro interazioni con l'ambiente e le specie vegetali e animali che lo popolano. La curiosità abbinata a indiscutibile preparazione e passione, hanno permesso a Palmi di documentare l'importanza di questi lepidotteri nel mantenimento della biodiversità. Oggi questa testimonianza è a portata di tutti, con il piacevole e completo manuale sulle Farfalle diurne del Parco Naturale Veglia Devero, edito con il contributo della Regione Piemonte. Sfogliandolo scopriamo che negli oltre 8000 ettari di parco vivono quasi cento differenti specie di farfalle, ben adattate all'ambiente alpino e distribuite in circa 2000 metri di dislivello. Tra queste alcune sono vere rarità, essendo endemiche di aree limitate del parco e della confinante confederazione elvetica, altre offrono per le loro peculiarità fisiologiche e comportamentali interessanti spunti di studio e di ricerca. Il gran numero di farfalle diurne del Parco Veglia Devero, documentato nel libro di Palmi con schede dettagliate e ampiamente illustrate, è di garanzia per il mantenimento della biodiversità, proprio perché ognuna è parte attiva di differenti piramidi alimentari, e pertanto nutrendosi e venendo predata mantiene l'equilibrio della microarea coinvolta. Non possiamo che ringraziare Paolo Palmi per la sua instancabile di ricerca, concreta speranza di salvaguardia e conoscenza.cura di Claudia Bordese


Per saperne di più:
Paolo Palmi, Farfalle diurne del Parco Naturale Veglia Devero, Regione Piemonte, Ente di Gestione delle Aree Protette dell'Ossola.

Potrebbe interessarti anche...

Una ricerca analizza i meccanismi di trasporto dell'acqua nella vite per individuare quelli che, ...
Uno studio di un'università californiana ha mostrato che il segreto della durata del cemento usa ...
Un progetto dell'Università di Torino punta a valorizzare la biomassa ricavata dallo smaltimento ...
Una ricerca dell'Università di Torino studia i canali comunicativi di due specie sorelle di ragn ...