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Preziose scoperte

  • Claudia Bordese
  • agosto 2010
  • Giovedì, 2 Settembre 2010

Nonostante l'indubbio peso dell'impatto antropico, l'evoluzione fa della biodiversità un concetto in continuo mutamento, come testimoniano le specie che ogni anno, a migliaia, vengono scoperte nelle profondità marine, nelle impenetrabili foreste pluviali, negli ormai pochissimi luoghi incontaminati del pianeta. Sono forse solo la punta di un iceberg, di un numero incalcolabile di organismi viventi che probabilmente non conosceremo mai, perché mai riusciremo a scovarli o perché scompariranno prima di essere scoperti. Se alla ribalta dei media compaiono solo animali dotati di una certa taglia o di stravaganti caratteristiche fisiche e comportamentali, il naturalista attento conosce il valore delle minuscole specie scovate negli anfratti del pianeta, apparentemente insignificanti, ma in realtà insostituibili membri delle reti ecologiche. E sa bene che la variabilità naturale è tale, da nascondere questi preziosi gioielli anche nelle nostre terre ipersfruttate. Dà infatti conforto sapere che è possibile inciamparsi in una specie nuova anche lungo i sentieri delle nostre passeggiate domenicali. Accorgersi del fortunato incontro non è certo facile, ma a questo rimediano gli uomini di scienza che alla biodiversità e alla sua conservazione dedicano studi, ricerche, impegno. È proprio sulle morbide alture tra le colline piemontesi e le alpi occidentali che Gianni B. Delmastro, curatore del Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola, in località note per gite e scampagnate quali Pecetto, Sampeyre, Paesana, Castelmagno, Vernante, Villar San Costanzo (nota per i ciciu) e molte altre, ha scoperto una nuova specie di pseudoscorpioni, che giustamente la comunità scientifica gli ha dedicato con il nome di Chthonius delmastroi. Nessuna paura. Gli pseudoscorpioni abbondano negli ambienti umidi, tra muschi e grotte, preferendo alle nostre latitudini i sottoboschi di latifoglie, prediligono le temperature non elevate e sono attivi in tutto l'arco dell'anno, ma il nome non deve trarre in inganno. Pur essendo parenti dei ben più famigerati scorpioni, questi aracnidi sono in realtà privi di coda e del temibile pungiglione, e viste le ridotte dimensioni - pochi millimetri - non rappresentano per noi alcuna minaccia. I lunghi palpi con cui intimoriscono le loro vittime e corteggiano le femmine, rappresentano un rischio unicamente per le loro minuscole prede. Individuarne uno sarebbe per l'escursionista curioso e attento una piacevole sorpresa e non certo un pericolo. Gli pseudoscorpioni, come molti altri rappresentanti dei microcosmi ignorati, costituiscono un importante anello delle reti alimentari del suolo. Sono presenti con alcune migliaia di specie in tutto il pianeta, di cui svariate decine sono endemiche del territorio italiano. La scoperta di una nuova specie è una finestra sulla storia naturale del mondo, un prezioso respiro per la biodiversità

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