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Ossa dal passato

Le università di Torino, Barcellona e Missouri studiano bacino e dita di una scimmia antropomorfa risalente a 12 milioni di anni fa

  • Claudia Bordese
  • agosto 2014
  • Lunedì, 4 Agosto 2014

 

 

Il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Torino ha collaborato con le Università di Barcellona e del Missouri in una ricerca mirata a collocare nell'albero dell'evoluzione umana un fossile di primate rinvenuto nella Catalogna spagnola.
Oggetto dell'indagine sono il bacino e le dita dello scheletro di questa scimmia antropomorfa, classificata con il nome di Pierolapithecus catalaunicus e risalente a circa 12 milioni di anni fa, cioè, nella scala dei tempi geologici, al Miocene centrale. Nell'incompleto puzzle della filogenesi che dai primati più semplici ha portato a scimpanzè, gorilla, bonobo, oranghi ed esseri umani, questo reperto rappresenta probabilmente l'antenato comune più antico, vissuto nei pressi temporali della grande evoluzione delle scimmie, dopo cioè che i primati 'inferiori' avevano iniziato a svilupparsi lungo un percorso separato, ma prima che le grandi scimmie antropomorfe iniziassero a differenziarsi e a evolversi nei moderni discendenti.

Grazie all'utilizzo di apparecchiature per la scansione laser, si sono potuti realizzare modelli 3D dei campioni in esame, rendendoli così confrontabili per via digitale con le parti scheletriche omologhe di primati viventi. L'ilio, il più grande delle ossa del bacino, è in P. catalaunicus di dimensioni maggiori rispetto a fossili più antichi, datati circa 18 milioni di anni fa, testimoniando un maggiore equilibrio laterale e una superiore stabilità nel movimento eseguito utilizzando gli arti anteriori.

Interessanti sono le considerazioni ricavate dall'osservazione delle dita di P. catalaunicus, assai dissimili da quelle delle scimmie antropomorfe moderne. P. catalaunicus eseguiva molti comportamenti mantenendosi in postura eretta, per esempio era capace di arrampicarsi stando in posizione verticale, ma non era in grado di compiere movimenti totalmente in sospensione, come il dondolare tra i rami tipico di gorilla, bonobo, scimpanzè e oranghi, poiché non possedeva dita lunghe e incurvate. Ciò ha permesso di dedurre che tali comportamenti sospensori, come appunto il penzolare e l'altalenare, che tanto bollano l'essere una scimmia, si siano in realtà evoluti più di recente.

Come hanno dichiarato gli scienziati coinvolti in questo studio, ciò che si sta ricercando con le osservazioni e gli studi di paleontologia dei primati, non è un anello mancante, ma piuttosto il corretto posizionamento di pezzi fossili già in possesso della comunità scientifica, per riempire in maniera corretta gli spazi vuoti nel grande puzzle evolutivo e per meglio comprendere il cammino antico dell'uomo.

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