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Una galleria voluta dagli spiriti

Se il tunnel della Manica fu proposto a Napoleone da un ingegnere minerario e l’idea del traforo del Frejus partì da Giuseppe Médail, funzionario delle dogane, chi caldeggiò la galleria tra Oropa e Rosazza veniva addirittura all’oltretomba…

  • Filippo Ceragioli
  • settembre 2013
  • Lunedì, 10 Marzo 2014
La pavimentazione interna. Foto: F. Ceragioli La pavimentazione interna. Foto: F. Ceragioli

Ma andiamo con ordine. La valle Cervo, la più aspra tra quelle biellesi, era nell’Ottocento specializzata nell’edilizia. Alcuni valit avevano fatto fortuna: Vitale Rosazza si era per esempio aggiudicato gli appalti per i bacini di carenaggio di La Spezia e per imponenti palazzi a Genova. Il figlio Federico si trasferì con lui in Liguria dove aderì alla Giovine Italia e fece amicizia con Mazzini. Scampato alla repressione poliziesca si sposò con Amalia Fasciotti ed ebbe una sola figlia, Ida. Amalia e Ida morirono però prematuramente e Federico si trovò molto ricco ma privo di affetti familiari. Con Giuseppe Maffei, un pittore di Graglia, decise di dedicarsi all’arte e al miglioramento delle condizioni della vallata. Qui costruì il palazzo comunale di Rosazza, un castello neogotico, la parrocchiale del paese e molte opere di pubblica utilità come acquedotti, fontane e mulattiere che contribuirono a valergli la nomina, nel 1892, a senatore del Regno. La sua opera più ambiziosa fu la galleria Rosazza-Oropa, nella quale fu assistito come sempre dal Maffei. Oltre che un artista questi era ritenuto un potente medium e con Federico consultava i rispettivi spiriti guida in sedute oggi in parte note grazie alla corrispondenza rimastaci.

L’idea di costruire la galleria era stata coltivata da Federico fin dal 1860 ma il suo tracciato fu deciso nel 1878, quando lo spirito guida comunicò che la galleria farà capo alla sinuosità che dà origine alla Riale di San Paolo ed uscirà nella linea più breve dall’opposta parte fra quel boschetto di faggi discendente verso Oropa. Come di consueto la progettazione di massima e la direzione artistica furono affidate all’amico Maffei. Il progetto comprendeva anche vari edifici che rendessero il percorso più facile e piacevole come il delubro (ovvero la ricostruzione di una rovina antica realizzata con colonne e materiali di risulta del santuario di Oropa) e l’osteria-locanda neomedioevale che oggi funge anche da posto tappa GtA. La galleria fu per anni osteggiata da alcuni valligiani che all’ardito traforo indicato dallo spirito guida preferivano una più prosaica stradina a mezzacosta. I lavori cominciarono comunque nel 1892 e nel settembre 1895 gli operai provenienti dai due versanti si incontrarono nel punto prestabilito. Gli scavi furono eseguiti a mano: l’uso di perforatrici meccaniche fu scartato per il costo dei macchinari, per salvaguardare la manodopera locale e per la decisa opposizione dello spirito. L’inaugurazione data 17 luglio 1897: la galleria era lunga 367 m.

Nel 2002 la strada di accesso fu interrotta da una frana ma oggi è di nuovo percorribile ed è tutta asfaltata eccetto il tratto in galleria, che conserva l’antico fondo in pietra. La salita alla galleria con la bici permette di completare la classicissima Biella-Oropa chiudendone il percorso con il ritorno per la Valle Cervo. La galleria è anche la meta di escursioni a piedi come l’anello che sale da Riabella e per Cascina Boale e il “tracciolino” si ricongiunge al percorso dell’andata.

 

Per saperne di più:

* Una luce attraverso la montagna: 1897- 1997. Centenario della Galleria Rosazza e storia del collegamento tra le valli di Andorno e di Oropa; Giovanni Valz Blin, ed. Eventi & Progetti, 1997

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