Ermellino, formidabile predatore della pietraia

  • testo e foto di Luca Giordano
  • Gennaio 2017

Grazie a un metabolismo particolarmente veloce, questo mustelide dal corpo snello è solito correre avanti e indietro tra le rocce a caccia di roditori e altre prede, apparentemente senza mai stancarsi

Nonostante i pochi centimetri di lunghezza ed il suo peso esiguo, l'ermellino (Mustela erminea) è davvero un cacciatore abile ed efficiente. Grazie a un metabolismo particolarmente veloce, questo mustelide dal corpo snello è solito correre avanti e indietro tra le rocce a caccia di roditori e altre prede, apparentemente senza mai stancarsi. Nemmeno le lepri variabili, che con il rapido carnivoro condividono l'habitat alpino e che appaiono di dimensioni decisamente maggiori, possono ritenersi al sicuro quando l'ermellino si aggira in prossimità delle loro tane.

Ho incontrato l'esemplare che vedete immortalato a Ceresole Reale, sul versante piemontese del Parco Nazionale Gran Paradiso: dopo un lungo inseguimento tra le pietre di un ampio ghiaione, il mustelide ha avuto la meglio su un'arvicola delle nevi. Il minuscolo roditore ormai senza vita è stato condotto alla tana, trasformandosi in un lauto pasto per la progenie del piccolo carnivoro.

Nella stagione estiva il pelo dell'ermellino appare di colore marrone nelle parti superiori e biancasto in quelle inferiori. Solitamente, con l'arrivo delle prime nevicate autunnali, comincia a mutare: poche settimane e l'ermellino si trasforma in una saetta bianca praticamente invisibile sul manto nevoso. Soltanto la punta della coda rimane di colore nero e aiuta il naturalista attento a scorgerlo nel candore freddo della montagna.

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