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Suoli forestali, luoghi in continua trasformazione

I diversi strati si chiamano orizzonti. Mentre ogni sezione verticale è detta profilo. Stiamo parlando di suolo, quello che calpestiamo ogni giorno sotto i nostri piedi ma, chissà perchè, non gli diamo mai attenzione. Sarebbe invece opportuno farlo, anche perchè è niente-pocodimeno-che la parte più supeficiale della nostra Terra. 

Al suolo forestale è dedicato il nostro primo Giovedì delle foreste: scopri come lo abbiamo raccontato anche sulle nostre pagine social! 

  • S. Stanchi*, M. Freppaz *
  • Maggio 2021
  • Giovedì, 6 Maggio 2021
Foto Pixabay Foto Pixabay

 

Il suolo è una parte fondamentale dell'ecosistema, ma nonostante si trovi proprio sotto i nostri piedi spesso lo trascuriamo, e lo conosciamo meno rispetto ad altre risorse naturali come le piante, gli animali o l'aria. Gli studiosi riconoscono cinque fattori di formazione del suolo che, interagendo tra loro, ne influenzano l'evoluzione, le proprietà e il funzionamento: il clima (in particolare il regime termico e idrico), gli organismi viventi tra cui l'uomo, la roccia madre (substrati geologici consolidati e non), la topografia (pendenza, quota, esposizione etc.) e infine il tempo, che va inteso come durata o intensità dei processi di formazione del suolo.

La parte più superficiale della crosta terrestre

Il suolo occupa la porzione più superficiale della crosta terrestre, all'incirca i primi 2 metri, ma in certi casi anche pochi decimetri, come succede in suoli forestali montani su forti pendenze, che sono più soggetti all'erosione. Osservando una sezione verticale di suolo, detta "profilo" i pedologi identificano diversi "strati" chiamati orizzonti, con caratteristiche morfologiche, chimiche e fisiche anche molto diverse tra loro.

Le proprietà dei suoli possono poi variare enormemente nel tempo e nello spazio. Quindi, all'interno di un bosco possiamo parlare non solo di biodiversità, ma anche di pedodiversità, cioè di tipi di suolo con proprietà diverse in relazione, per esempio, alla morfologia del terreno. Anche il tipo di vegetazione può influenzare fortemente i processi di formazione del suolo. Ad esempio, i boschi di conifere possono ospitare suoli con caratteristiche particolari, come visibile in qui camera-2112207 960 720 , perché, a parità di altri fattori ambientali, sono molto diversi il tipo di lettiera e gli organismi viventi che la decompongono (artropodi, batteri, funghi etc....).
I suoli delle foreste di conifere sono infatti caratterizzati da orizzonti organici molto spessi, formati da lettiera a differente grado di decomposizione, e orizzonti sottostanti in cui la sostanza organica viene trasportata in profondità insieme ad alcuni componenti minerali. I suoli delle foreste di latifoglie (camera-2112207 960 720) sono in genere caratterizzati da una più rapida incorporazione della sostanza organica nel suolo, spesso anche grazie all'azione di artropodi e altri organismi animali.

 

La Regione Piemonte ha avviato la campagna informativa dal titolo "Suolo e Foreste: un unico ecosistema", in questo video si parla dei suoli forestali.
Infografica a cura del Settore Foreste della Regione Piemonte. 

 
Luoghi di trasformazione 

Il sistema suolo-foresta è quindi un'interazione unica che è ben rappresentata dalle forme di humus, che possono essere classificate attraverso opportune chiavi, e sintetizzano le complesse relazioni tra componente biologica e minerale di un suolo forestale. I molteplici organismi che vivono nei suoli forestali contribuiscono ai processi di decomposizione e di trasformazione della sostanza organica in humus, con l'incorporazione di ingenti quantità di carbonio organico nel suolo. I suoli forestali rappresentano infatti una fondamentale riserva di carbonio a livello mondiale. I meccanismi di stabilizzazione della sostanza organica alla base di questa funzione sono numerosi, e includono per esempio la sua interazione con la fase minerale, determinando un'età media della sostanza organica negli orizzonti più superficiali che può superare il migliaio di anni.

A seconda delle condizioni ambientali, il suolo può formarsi più o meno rapidamente. Ad esempio, in aree d'alta montagna il processo della pedogenesi è rallentato a causa delle basse temperature, che limitano l'attività dei microorganismi e dei vegetali. Qui le trasformazioni della roccia madre sono più che altro dovute ad azioni fisiche, come l'alternanza dei cicli gelo-disgelo che possono favorire la disgregazione fisica delle rocce, rendendole più alterabili anche dal punto di vista chimico. In ambiente tropicale invece la formazione del suolo può avvenire piuttosto rapidamente, grazie al clima caldo-umido che permette una più rapida alterazione della roccia madre ed una maggiore produzione di biomassa, originando suoli più evoluti. In ogni caso, i tempi necessari perché un suolo si formi sono in genere molto lunghi: la FAO ha stimato che per formare 2-3 centimetri di suolo possano servire 1000 anni. Sempre secondo la FAO, a livello mondiale si perde ogni anno quasi 1 mm di suolo. Il suolo è quindi a tutti gli effetti una risorsa finita e non rinnovabile, che va difesa e gestita in modo sostenibile.

 

Elena Fila Mauro, dirigente del Settore Foreste della Regione Piemonte, ci spiega l'importanza e la funzione del suolo forestale. 
Riprese realizzate da Marco Tiso, settore 'Progettazione strategica e green economy' della Regione Piemonte.
Si ringrazia per la collaborazione l'Ente di Gestione dei Parchi Reali. 

Suoli forestali in Piemonte

Secondo i dati disponibili sul sito della Regione Piemonte, la superficie forestale piemontese complessiva supera i 900mila ettari, con la presenza di 52 specie arboree e 40 arbustive. E' evidente come la gestione del bosco possa avere una significativa influenza sulle proprietà del suolo, in particolare negli orizzonti più superficiali. Ne deriva ad esempio la necessità di svolgere le operazioni di taglio e esbosco nelle condizioni più appropriate di umidità del suolo, con macchinari adatti a limitare i fenomeni di compattazione.

Tutti i suoli, compresi quelli forestali, svolgono molteplici servizi ecosistemici tra cui la regolazione del regime idrologico, la regolazione del clima a scala sia globale che locale (microclima), la produzione di biomasse legnose e non, la conservazione di habitat e biodiversità, e non ultima una funzione ricreativa, culturale e spirituale, più difficile da quantificare ma non meno importante delle altre. E' quindi evidente come per attuare una corretta gestione del bosco, che ne preservi la funzioni ecosistemiche principali, sia fondamentale anche la gestione sostenibile del suolo sul quale il bosco si sviluppa.

*Università degli Studi di Torino – DISAFA, NatRISK; Alpine Soil Partnership

 Le immagini interne al testo sono di M. D'Amico, Progetto EU Alpine Space - Links4Soils

Linkografia

https://it.alpinesoils.eu/wp-content/uploads/2020/03/00-IT-Soils-Ecosystem_210x270_spread-low.pdf 

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/foreste/foreste-piemonte-economia-ambiente/superfici-categorie-forestali 

http://www.fao.org/resources/infographics/en/?page=7&ipp=10&tx_dynalist_pi1%5Bpar%5D=YToxOntzOjE6IkwiO3M6MToiMCI7fQ%3D%3D 

https://www.alpine-space.eu/projects/links4soils/projectresults/guidelines/d314_guidelines-for-sustainable-soil-management.pdf 

http://www.fao.org/3/i6874it/I6874IT.pdf 


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