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Piemonte, la qualità dell'ambiente riparte dai dati

La quota di territorio destinata ad aree protette, nonostante la ricchezza naturalistico-ambientale del territorio piemontese, è un punto debole della nostra Regione che ci pone solo al 17° posto in Italia.

E' quanto emerge dalla Relazione sullo Stato dell'Ambiente 2020 che annovera anche punti di forza del Piemonte, raccolti in un documento che contiene informazioni utili a comprendere come sta l'ambiente nella nostra regione. 

  • Alessandro Paolini
  • Giugno 2020
  • Martedì, 16 Giugno 2020
 Pgc - Arpa e Regione Piemonte Pgc - Arpa e Regione Piemonte

"... Non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro Pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato".
Papa Francesco, preghiera speciale per l'emergenza sanitaria - San Pietro, 27 marzo 2020

 

Verso un nuovo modello di sviluppo mondiale

La pandemia che stiamo vivendo, lungi dall'essere solo un'emergenza sanitaria, sta modificando gli equilibri sociali e economici dei nostri territori. Tra le tante riflessioni in corso, il rapporto tra Covid-19 e ambiente, e il tema della pressione umana sulle risorse rinnovabili e sulla natura. Occorre chiedersi se l'attuale modello di sviluppo sia ancora sostenibile per l'umanità e affrontare la sfida di ripartire in modo diverso dal passato, impostando un rapporto più corretto con l'ambiente.
La "nuova normalità" dovrà necessariamente partire dal concetto di sviluppo sostenibile: lo dice l'ONU nell' "Agenda 2030", un programma d'azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi di 193 Paesi membri – fra cui l'Italia - che intende raggiungere i 17 Obiettivi del Millennio entro il 2030. Tra questi ultimi la lotta alla povertà, l'eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, solo per citarne alcuni.

A che cosa serve una relazione sullo stato dell'ambiente?

La Relazione sullo stato dell'ambiente, così come la Relazione Annuale sullo stato socio-economico, si colloca all'interno del percorso della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile ed entrambe sonogli strumenti che ci forniscono le conoscenze da cui partire per intraprendere il cammino indicato dall'Agenda 2030 dell'ONU.

La RSA dal 2011 viene redatta in collaborazione tra Regione Piemonte e Arpa e riporta in modo schematico tutte le informazioni grazie alle quali è possibile capire qual'è lo stato di salute dell'ambiente e quali sono le politiche regionali messe in campo.

La RSA 2020 è pubblicata online sul sito della Regione Piemonte ed è in libera consultazione per chiunque sia interessato.

Si tratta di un portale suddiviso in quattro grandi macroaree ambientali: clima, aria, acqua e territorio. Ogni macroarea contiene e affronta una serie di temi, approfondendoli sotto quattro aspetti: stato, fattori, impatti e risposte. Ad esempio nello "stato" della macroarea "territorio" troviamo le voci "consumo del suolo, contaminazione del suolo, paesaggio e territorio protetto". Aprendo la pagina di una di queste voci troveremo ulteriori sotto-argomenti, secondo un sistema di consultazione concentrico, che permette approfondimenti sempre maggiori.

Ma quali sono le conclusioni riportate dalla RSA 2020?

Sul sito, oltre alla relazione completa, è anche disponibile un'utile sintesi che consente di visualizzare con immediatezza alcuni dati interessanti. Per quanto riguarda la sostenibilità, il Piemonte si conferma in una posizione medio-alta nella classifica italiana, al 5° posto su 20, dopo Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta, Lombardia e Emilia Romagna. Considerando gli Obiettivi dell'Agenda ONU, tra i punti di forza del Piemonte c'è l'alto tasso di imprese con attività innovative e il numero di ricercatori, maggiori anche rispetto alla quota complessiva delle regioni del Nord.

Tra i punti deboli della nostra regione, la quota di superficie agricola utilizzata per le coltivazioni biologiche, che pone il Piemonte in terz'ultima posizione, e la quota di territorio destinata ad aree protette, nonostante la ricchezza naturalistico-ambientale del nostro territorio, che ci pone al 17° posto in Italia.

Ma anche altri fattori entrano a far parte delle valutazioni contenute nel rapporto. La scarsa rappresentanza delle donne nella politica locale ci penalizza, mentre invece siamo una delle regioni "più pacifiche" , termine che riassume l'efficienza dei processi giuridici e della gestione pubblica. Positiva anche la qualità delle acque, soprattutto grazie ai trattamenti delle acque reflue, e efficienti le reti di distribuzione anche se da sviluppare.
Altro dato significativo è quello sulle città sostenibili, dove il Piemonte si conferma tra le migliori regioni. Il gran numero e l'estensione di aree di verde urbano ci colloca in una posizione superiore rispetto alla media del resto d'Italia.
I gap maggiori si registrano invece in alcuni obiettivi di natura sociale e ambientale, tra cui la salvaguardia degli ecosistemi terrestri e della biodiversità, l'impatto energetico (consumiamo più energia di altri, a parità di PIL prodotto) e l'istruzione, dove il Piemonte occupa stabilmente la metà inferiore della classifica nazionale.

Conoscere e comunicare, per poter cambiare

"I dati sono fondamentali per non ricadere negli errori del passato e per costruire il futuro". È quanto detto dal Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in occasione della presentazione online della Relazione sullo Stato dell'Ambiente e di quella sullo Stato socio-economico (redatta da IRES) di venerdì 15 giugno. Al webinar, aperto al pubblico e seguito da picchi di 500 persone, sono intervenuti amministratori, funzionari e autorità, per spiegare ai cittadini e alla stampa l'importanza di questi documenti per il Piemonte.

"La comunicazione è fondamentale, come ci ricorda l'Unione Europea, per sensibilizzare i cittadini, indurre conoscenza e quindi contribuire a un cambio culturale e a una maggior partecipazione attiva nei processi decisionali" ha ricordato Paola Casagrande, Responsabile della Direzione Coordinamento politiche e Fondi europei, osservando come l'emergenza che stiamo attraversando stia evidenziando l'importanza della programmazione per superare le difficoltà.

Per Stefania Crotta, Direttrice dell'Ambiente, Energia e Territorio "la nostra regione intende perseguire una crescita sostenibile anche per minimizzare le diseguaglianze sociali e per questo occorre mettere sempre più in atto pratiche virtuose come l'economia circolare, contestualizzandola alle diverse tipologie del territorio piemontese, quali montagna, collina, pianura".

Dalle relazioni più tecniche sono emersi anche dati interessanti che - in alcuni casi – vanno a smentire e a "smontare" convinzioni diffuse.

Per Angelo Robotto, Direttore di ARPA Piemonte, i dati raccolti durante il lockdown hanno evidenziato, una volta di più, come il traffico veicolare abbia un ruolo modesto rispetto all'inquinamento atmosferico. "Le pm10 sono rimaste sostanzialmente stabili anche per un maggiore uso del riscaldamento domestico – ha spiegato. "E' invece il meteo - spesso - a incidere, come ha dimostrato il passaggio delle polveri desertiche del mar Caspio, che ha peggiorato la situazione ambientale."

Altro discorso per gli ossidi di azoto (Nox), fattore di inquinamento atmosferico che deriva, oltre che dal trasporto stradale e dal riscaldamento, anche dai processi produttivi e dall'agricoltura, e i cui livelli si sono molto abbassati durante il periodo di chiusura. In Europa le buone notizie sono però arrivate dalla diminuzione della CO2: 2,65 miliardi di tonnellate in meno, una quantità che equivale alla somma delle emissioni dei sei Paesi più inquinanti della UE (tra cui l'Italia).

Un altro "mito" delle ultime settimane è stato quello del Fiume Po più pulito grazie allo stop delle attività umane: i sedimenti caduti al fondo e le condizioni meteo hanno offerto l'impressione visiva di un'acqua più trasparente, ma in realtà le sostanze inquinanti non sono diminuite. "I dati di aprile 2020, rilevati in 5 punti e con 180 parametri – ha spiegato Robotto - non offrono variazioni significative rispetto alle analisi effettuate nello stesso periodo dei cinque anni precedenti".

Altro tema caldo la pulizia delle strade. "Siamo stati tra i primi a dire che l'uso dell'ipoclorito sarebbe stato un errore – ha affermato ancora Robotto - un uso massivo sarebbe stato dannoso per l'ambiente, rilasciando cloro, mentre avrebbe fatto ben poco per la lotta al virus". Le conseguenze dello stop sul rumore, invece, sono state evidenti: in un crescendo scandito prima dalla chiusura delle scuole, poi delle attività e infine dal lockdown più severo, il rumore legato alle automobili è crollato fino a raggiungere i 5 decibel in meno, che corrispondono a un 60-70% di calo complessivo. Lo stesso discorso vale per la movida, azzerata, con un rumore sceso di 15 decibel, ovvero del 97% rispetto al totale.

Tra le novità presentate da ARPA la creazione a La Loggia, in provincia di Torino, di un nuovissimo laboratorio di virologia ambientale, che servirà a registrare e studiare la presenza di virus nell'ambiente.

Le quattro sentinelle dell'ambiente

Nella RSA si parte dall'analisi di quattro macroaree che rappresentano altrettante cartine di tornasole della salute ecologica del Piemonte.

Il clima, innanzitutto. Il 2019 in Piemonte è stato il 5° anno più caldo degli ultimi 62, con una temperatura media di circa 10,6°C e un incremento medio di +1,5°C rispetto al periodo 1971-2000. Il 27 giugno 2019 è stata registrata la più elevata temperatura media in Piemonte dal 1958. Durante l'anno sono stati registrati sulla regione 86 giorni di foehn, nuovo primato del millennio, e numerosi studi evidenziano come la catena alpina sia interessata da fenomeni di amplificazione delle variazioni climatiche, così come il sottosuolo, e siano in aumento fratturazioni delle rocce, crolli, e la degradazione del permafrost.

Altro malato di lungo corso è l'aria: nell'area padana continuano a essere un problema il particolato atmosferico (PM10 e PM2,5) e l'ozono, principali responsabili degli effetti che l'inquinamento atmosferico produce sulla salute umana, nonché il biossido di azoto (NO2 ), anche se negli ultimi decenni le emissioni di molti inquinanti atmosferici sono diminuite in modo sostanziale. Il 2019 è risultato un anno con valori di PM10 tra i più bassi misurati storicamente in Piemonte anche se il valore limite giornaliero è stato superato in circa il 39% delle stazioni, in particolare in quelle di Torino - Consolata e Collegno - Francia (TO), collocate in contesti di intenso traffico veicolare.

Più luci che ombre si proiettano sull'acqua: l'ultimo triennio di osservazione disponibile (2014-2016), evidenzia uno stato buono dei corsi d'acqua nella maggior parte dei casi. Tra gli elementi che concorrono alla valutazione anche il monitoraggio della fauna ittica che testimonia la presenza nei nostri fiumi di specie di interesse comunitario e conservazionistico, come la Trota marmolata o la Lampreda padana, ma anche di specie invasive come il Siluro o il Barbo europeo che sono in aumento. Le acque monitorate sono risultate balneabili al 100%.

Per il territorio – infine - sono molti gli aspetti considerati. Tra questi l'estensione delle Aree protette, che oggi in Piemonte è pari al 18,08% dell'intero territorio regionale, valore inferiore al dato nazionale che si situa al 21,6%, a fronte però di un'elevata biodiversità animale e vegetale nella nostra regione: le Alpi sud-occidentali sono l'area che ospita la più elevata diversità floristica e il maggior numero di specie endemiche e rare della flora di alta montagna di tutte le Alpi. Altro dato positivo il consumo di suolo, che nella nostra regione è pari al 6,78 % della superficie totale, inferiore alla media nazionale e a quello di regioni confinanti come Lombardia e Liguria.

Per saperne di più

- La Relazione 2020 e le relazioni degli anni precedenti (a partire dal 2014) sono consultabili sul sito della Regione Piemonte 

- Le Relazioni dal 2001 al 2014 sono consultabili sul sito di ARPA Piemonte

L'Agenda ONU  2030 e i 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile

 

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