Stampa questa pagina

L'Europa adotta misure per ridurre i rifiuti di plastica in mare

L'80% dei rifiuti che finiscono in mare sono di plastica. Per contrastare il fenomeno, l'Unione Europea oltre a varare una strategia di riduzione degli imballaggi, intende agire anche sulle fonti marittime produttrici di plastica

  • Redazione
  • Aprile 2018
  • Venerdì, 20 Aprile 2018
 Foto Pixabay Foto Pixabay

La nuova strategia europea di riduzione degli si occupa della riduzione degli imballaggi di plastica, riguarda anche il grave problema dei rifiuti marini (l'80 % dei quali è di plastica) e stabilisce azioni e orientamenti volti a ridurre, al minimo, il problema alla fonte.
L'uso dei sacchetti di plastica in Europa è già stato ridotto grazie a una serie di modifiche normative. Ora, ai sensi della strategia, le nuove disposizioni paneuropee si baseranno sulla consultazione delle parti interessate e su studi scientifici e saranno incentrate sulla riduzione dei rifiuti derivanti da altre plastiche monouso e da attrezzi da pesca. La Commissione, inoltre, adotterà nuove misure per limitare l'uso della micro-plastica e proporrà norme volte alla definizione e all'etichettatura delle plastiche compostabili e biodegradabili, al fine di aiutare i consumatori a prendere decisioni informate.

Almeno il 20 % dei rifiuti marini deriva da fonti marittime. La strategia sulla plastica è accompagnata, dunque, da una proposta di direttiva relativa agli impianti portuali di raccolta, tesa ad affrontare il problema dei rifiuti marini derivanti da fonti marittime e contenente misure che dovrebbero assicurare una ottimizzazione nella gestione dei rifiuti generati sulle navi, o raccolti in mare, affinché siano trasferiti sulla terraferma. La proposta, inoltre, prevede misure che intendono ridurre il fardello amministrativo che pesa su porti, navi e autorità competenti.

Ogni anno finiscono negli oceani fino a 13 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. Per risolvere il problema dei rifiuti marini serve una risposta inclusiva, coordinata e globale ed è proprio per questo motivo che la strategia sulla plastica propone che l'UE intensifichi la sua collaborazione con le istituzioni internazionali e paesi extraeuropei a questo proposito.
Oltre a essere una risposta ai timori dei cittadini relativamente ai rifiuti di plastica, la strategia sulla plastica sta alla base della transizione europea verso un'economia circolare a basse emissioni di carbonio e contribuisce pertanto al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030 e degli obiettivi dell'accordo di Parigi.

Gli obiettivi della strategia paneuropea sulla plastica

Rendere riciclabili o riutilizzabili tutti gli imballaggi di plastica presenti sul mercato dell'Unione europea (UE) entro il 2030, ridurre il consumo di prodotti di plastica monouso e limitare l'uso intenzionale di microplastica. Trasformando le fasi di progettazione, produzione, consumo e riciclaggio delle materie plastiche, l'Europa si pone nella posizione migliore per affrontare la questione dei rifiuti da esse derivanti e per creare nuove opportunità di investimento e posti di lavoro.
Tramite la strategia sulla plastica, l'UE ha dato una risposta ai timori dei suoi cittadini. Infatti, secondo un recente sondaggio Eurobarometro, la stragrande maggioranza degli europei ha affermato di essere preoccupata degli effetti dei prodotti di uso quotidiano realizzati in plastica sulla salute (74 %) e sull'ambiente (87 %).

Un buon affare

La nuova strategia promette, inoltre, di rendere il riciclaggio vantaggioso per le aziende definendo nuove norme sugli imballaggi, al fine di migliorare la riciclabilità delle materie plastiche e aumentare la domanda di contenuto di plastica riciclata. Si stima che il perfezionamento e l'ampliamento degli impianti di riciclaggio delle materie plastiche consentirebbero di risparmiare un centinaio di euro per tonnellata raccolta, creando inoltre valore aggiunto per un'industria della plastica più competitiva e resiliente.

Anche il sostegno all'innovazione sarà regolato di conseguenza, grazie a un finanziamento supplementare di 100 milioni di euro erogato da Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dell'UE. In aggiunta agli oltre 250 milioni di euro già investiti, questi fondi serviranno a sviluppare materie plastiche più intelligenti e riciclabili, a migliorare l'efficacia dei processi di riciclaggio e a tracciare e rimuovere le sostanze pericolose e i contaminanti dalla plastica riciclata.
Per incentivare gli investimenti e sensibilizzare in merito alle opportunità di finanziamento, la Commissione (in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti) ha istituito la piattaforma per il sostegno finanziario all'economia circolare.

Fonte: https://ec.europa.eu

 

Potrebbe interessarti anche...

La crisi indotta dalla pandemia ha colpito duramente il turismo montano, in particolare l'industr ...
Le città del Piemonte sono più sostenibili che in passato e anche la qualità delle acque dei f ...
Un gruppo di abitanti e appassionati delle montagne della Val Varaita sta promuovendo la riscoper ...
La Direttiva Biodiversità 2021 impone alle Aree protette nazionali di incrementare le azioni di ...