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FridaysForFuture, il futuro che vuole bene alla Terra

Dalla piazza di Torino, a quelle sparse in tutto il Piemonte. Dall'impegno quotidiano dei parchi piemontesi, ai progetti della nostra regione. Così il Piemonte ha risposto al FridaysForFuture, la giornata per il clima in cui gli studenti hanno manifestato e dichiarato al Mondo la loro voglia di futuro. Vi raccontiamo il 'nostro' 15 marzo.

  • Emanuela Celona
  • Marzo 2019
  • Lunedì, 18 Marzo 2019
Le Aree protette del Piemonte hanno raccolto l'appello degli studenti, raccontando nelle piazze come i parchi si impegnano per il clima Le Aree protette del Piemonte hanno raccolto l'appello degli studenti, raccontando nelle piazze come i parchi si impegnano per il clima

Fisicamente presenti in piazza a Torino, ma sentimentalmente sparsi per tutto il Piemonte. Così abbiamo vissuto il nostro #FridaysForFuture#ClimateStrike - lo sciopero degli studenti proclamato per richiamare l'attenzione sulla crisi climatica in atto - che ha coinvolto tutte le piazze delle città più importanti del Mondo.

È stata, infatti, unanime la risposta dei parchi piemontesi all'iniziativa di venerdì scorso, 15 marzo, in occasione della quale sono stati protagonisti della "campagna" social lanciata dalla Regione Piemonte. Sui profili di ogni Ente di gestione sono stati pubblicati dei post che hanno rilanciato le iniziative organizzate sul proprio territorio, all'insegna del #fridaysforfutureitaly: tutte numerose e partecipate, come dimostra il nostro collage di immagini.

Cosa chiedono gli studenti scesi in piazza

Parole come impegno, responsabilità, politica, serietà, futuro, istituzioni non sono mancate nella piazza dei manifestanti di Torino che inneggiando a Greta Tunnerg - giovane attivista svedese che ha dato il via al FridayForFuture hanno urlato per le vie del centro città: "In nome di Greta, per il Pianeta!".
Moltissimi i partecipanti alla manifestazione, giovani e meno giovani, tutti accomunati dallo stesso Amore per la nostra Terra e informati sui problemi che attanagliano l'ambiente e decisi a chiederne il conto a chi ha delle responsabilità per aver raggiunto la situazione attuale.

Le interviste raccolte tra le vie del centro di Torino

Le risposte dei parchi del Piemonte

Una piazza, quella torinese, riempita da quei giovani che hanno deciso di scioperare da scuola, ogni venerdì, per richiamare l'attenzione di tutte le istituzioni, ai vari livelli, in impegni concreti di contrasto e mitigazione ai cambiamenti climatici.
Secondo l'assessore regionale all'Ambiente, Alberto Valmaggia, le Aree naturali protette del Piemonte già sono al lavoro per rispondere a questo appello: «I parchi e rete Natura 2000 contribuiscono alla conservazione degli ecosistemi naturali necessari al ciclo vitale della flora e della fauna: basti pensare alla conservazione delle foreste della nostra pianura spesso coltivata in modo intensivo, alla preservazione delle zone umide, dei corridoi ecologici e al mantenimento delle condizioni naturali di prati, pascoli e aree boscate in zone di montagna. Con questo lavoro di tutela, le nostre aree naturali protette contribuiscono a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici».

Un esempio concreto è il progetto CClimatt che si svolge nell'ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia, Alcotra. Il progetto, che ha come capofila la Città di Cuneo, si occupa di approfondire le tematiche legate al cambiamento climatico nell'area che coinvolge i Parchi nazionali Mercantour ed Ecrins in Francia e, per l'Italia, dell'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime, del Parco fluviale Gesso e Stura e l'area delle Colline del Barolo ricadente nel Sito Unesco "Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e di Monferrato".

Gli impegni della Regione Piemonte

Uno dei segnali più evidenti del cambiamento climatico nel nostro territorio è l'aumento degli incendi boschivi, favoriti dalla forte siccità. A tale riguardo la Regione, con il supporto del sistema di Protezione Civile, sostiene interventi per migliorare la resistenza e la resilienza delle foreste e per preparale ad affrontare fenomeni estremi sempre più frequenti.
La Regione Piemonte sta attuando una strategia di adattamento al cambiamento climatico, ispirata ai principi della green e circular economy e che prevede, fra le altre cose, la costituzione di un gruppo interdirezionale di funzionari e tecnici. Un gruppo, di cui fanno parte anche tecnici dell'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente, sempre attivo nella formazione e nella predisposizione di strumenti volti a contenere l'innalzamento della temperatura e a resistere agli effetti delle mutazioni del clima.

L'ente regionale ha anche aderito alla coalizione Under2 fra i governi sub-nazionali, per ridurre le emissioni a meno di due tonnellate pro-capite entro il 2050, così da mantenere l'aumento della temperatura globale a meno di 2 gradi. Diretta conseguenza di questa sottoscrizione è stata l'adesione alla piattaforma Cdp (Carbon Disclosure Project), uno strumento mondiale per la rendicontazione di dati climatici in un'ottica di interscambio con Regioni che affrontano problematiche simili.

L'intervista ad Alberto Valmaggia, assessore all'Ambiente della Regione Piemonte (riprese p.g.c. Marco Tiso)

Anche i parchi nazionali hanno aderito all'appello

Un appello - quello del #FridaysForFuture - che hanno raccolto i parchi in tutta Italia, attraverso l'adesione della Federparchi che ha partecipato all'iniziativa: «Nei parchi si portano avanti attività preziose di difesa degli habitat e della biodiversità e, allo stesso tempo, si sperimentano strategie e modelli di sviluppo sostenibili per l'ambiente che possono essere di grande utilità per il territorio e le comunità di tutto il Paese, a maggior ragione a fronte dei cambiamenti climatici.
Dall'agricoltura al turismo sostenibile nei parchi, dalla piccola pesca artigianale nelle Aree Marine Protette al contrasto delle specie aliene invasive, passando per le tante attività di tutela delle specie in pericolo, il sistema delle Aree protette può dare un contributo di esperienze e buone pratiche prezioso per vincere la sfida del clima e per un futuro migliore insieme ai tanti giovani e meno giovani che si sono espressi per un cambio di passo a favore della sostenibilità ambientale», ha dichiarato Giampiero Sammuri, presidente della Federazione.

 

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