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Lo stato di salute dell'ambiente in Piemonte

  • Emanuela Celona
  • Giugno 2017
Giovedì, 29 Giugno 2017 13:00

Presentata da Regione e Arpa la fotografia della situazione dell'ambiente in Piemonte. Uniti dal filo conduttore della sostenibilità, ogni tema trattato - clima, aria, acqua, territorio - è modulato nelle sue varie e numerose declinazioni con un minimo denominatore comune: analizzare e commentare dati certi

Il grande caldo appena sopportato nel mese di giugno, riporta agli onori delle cronache i problemi legati ai cambiamenti climatici. Ogni estate particolarmente calda, oppure ogni inverno particolarmente freddo, il tema ritorna, quasi come un 'mantra'. Peccato che nel resto dell'anno, spesso, finisca nel dimenticatoio.

A fronte di un 2016 considerato il quinto anno più caldo della storia - dal 1958 a oggi - in una sola ora di giugno sono caduti ben 53 millilitri di pioggia nelle zone più colpite dai nubifragi che hanno colpito il Torinese (e non solo) soltanto qualche giorno fa.

È su questi dati così estremi che si è discusso lo scorso 28 giugno in occasione della presentazione della Relazione Annuale dello Stato dell'Ambiente in Piemonte, edizione 2017.
Anche quest'anno, Regione e Arpa Piemonte hanno presentato – attraverso un lavoro di monitoraggio, controllo ed elaborazione dei dati raccolti sul campo - la fotografia della situazione dell'ambiente piemontese, per conoscere lo stato del territorio regionale sulla base degli ultimi dati messi a disposizione dall'Arpa e dagli uffici della Regione Piemonte.

La Relazione sullo Stato dell'Ambiente

Navigando tra le pagine del portale che raccoglie tutte informazioni di libero accesso a chiunque, si scopre ad esempio che tutti i mesi del 2016 sono risultati superiori alla media climatica del periodo 1971- 2000 e che al contempo, sempre nel 2016, è caduto un surplus pluviometrico pari al 7 per cento riferito al medesimo periodo di confronto temporale.

Ma non solo la temperatura e la pioggia hanno seguito un corso anomalo in Piemonte: vale lo stesso per la nebbia, che ha presentato 10 giorni di nebbia fitta nel mese di dicembre 2016, record per il mese preso in esame da quando è attiva la rete dei visibilimetri di Arpa Piemonte; così come per le precipitazioni nevose che hanno subito un deficit a inizio gennaio e sono diventate significative da metà febbraio fino a fine di marzo.

La variazione della temperatura ha influito sull'anticipo dell'impollinazione e sul quantitativo di polline prodotto, aumentando così la concentrazione di quelli frequentemente responsabili di allergie respiratorie.

Il clima non è però l'unico aspetto ambientale preso in esame dalla Relazione 2017. Partendo dalla sostenibilità quale filo conduttore, ogni tema trattato nelle sue varie e numerose declinazioni (clima, aria, acqua, territorio) ha precisi riferimenti ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile in cui si articola l'Agenda Onu, con l'ambizione di dare un primo contributo alla conoscenza sia dello stato di salute del nostro capitale naturale regionale, sia di quanto le politiche pubbliche in Piemonte siano già proiettate verso un nuovo paradigma di sviluppo.

Dalla Relazione emerge, ad esempio, che l'aria che abbiamo respirato in Piemonte nei primi sei mesi del 2017 ha già superato a fine giugno i valori limiti giornalieri di PM10 mentre il 56 per cento dei nostri fiumi presenta uno stato ecologico buono (o superiore) delle acque.

Il capitale naturale del Piemonte

«La conoscenza del capitale naturale del Piemonte è uno degli elementi fondamentali per impostare politiche regionali e locali lucide e lungimiranti - ha detto il direttore regionale all'ambiente, Roberto Ronco – ed è sul concetto di 'finitudine' di questo capitale che dobbiamo incominciare a ragionare».

Risorse naturali finite, dunque, e rispetto del capitale naturale sono concetti sui quali la Regione è intervenuta direttamente, ad esempio «impegnandosi a contrastare l'inquinamento atmosferico con l'approvazione del Piano regionale sulla qualità dell'aria; con l'attuazione del Piano regionale amianto, altro tassello fondamentale per l'ambiente e per la salute dei cittadini; o ancora, sul tema del consumo di suolo, con la proposta di un documento legislativo per il governo sostenibile del territorio in cui un nuovo modello di sviluppo si coniughi con l'obiettivo della conservazione delle risorse naturali», ha dichiarato l'assessore regionale all'Ambiente, Alberto Valmaggia.

E come stanno le aree naturali?

Per la tutela del patrimonio naturalistico piemontese, nel corso di quest'anno, la Regione Piemonte ha approvato numerose misure a tutela della biodiversità per i siti che compongono la Rete Natura 2000: in questo modo, sono state individuate una serie di disposizioni, articolate in buone pratiche, obblighi e divieti di carattere generale, efficaci per mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente gli habitat e le specie di interesse comunitario presenti nei Siti di Importanza Comunitaria (SIC), nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) e nelle Zone Speciali di Conservazione (ZSC).

«Nel corso del 2016 e inizio 2017, la Regione Piemonte ha approvato quattro nuovi Piani di gestione e ben 117 Misure sito-specifiche relative a tali ambiti che permetteranno, quindi, l'evoluzione dei SIC piemontesi allo stato di Zone Speciali di Conservazione. Un importante passo avanti per la tutela della biodiversità del nostro territorio», ha commentato Vincenzo Maria Molinari, dirigente regionale del settore Biodiversità e Aree naturali.

 

Ultima modifica il Lunedì, 23 Ottobre 2017 13:54

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