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Quanto fanno bene gli alberi in città

Un solo albero produce ogni anno 110 chili di ossigeno e assorbe 400 chili di anidride carbonica. Quella stessa CO2 viene prodotta per il 75% dai centri urbani che dovrebbero attrezzarsi di progetti verdi per contrastarla.

  • Alessandrà Corrà
  • Gennaio 2019
  • Lunedì, 7 Gennaio 2019
Fonte WikiMedia Fonte WikiMedia

 

Lo scorso ottobre, Legambiente ha reso noto il Rapporto sulla performance ambientale delle città 2018. Se i valori sulle pratiche di gestione dei rifiuti sembrano essere migliori rispetto agli anni precedenti si registra, invece, un generale decremento sulla qualità dell'aria in tutti i centri urbani del nostro Paese.
Polveri sottili, alto tasso di motorizzazione, consumo di suolo e aumento dell'ozono sono i maggiori responsabili dell'inquinamento che in molte città supera i valori tollerabili di riferimento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Sebbene occupino solo il 3% della superficie terrestre totale, oggi le città ospitano il 54% della popolazione e 'consumano' il 70% di energia e 80% del cibo prodotto dalla terra. Non tranquillizza nemmeno uno sguardo al futuro, quando si ipotizza che - nel 2050 - le aree metropolitane del mondo saranno popolate da 6 miliardi di persone, incrementando ancora il consumo di energia.
Non c'è da stupirsi, quindi, se il 75% degli agenti inquinanti e dei gas serra responsabili dei cambiamenti climatici, così come di molte patologie che colpiscono i cittadini, siano prodotti proprio dai sistemi urbani che ci proiettano in una crisi ambientale senza precedenti.

Le strategie per ridurre l'inquinamento nei centri urbani

Anche secondo il Rapporto di Legambiente, adibire nuove aree verdi nei centri cittadini può contribuire a diminuire l'inquinamento nelle città. Moltiplicare il numero degli alberi e delle altre piante nei centri cittadini, avendo cura di portare la natura non solo nei viali ma anche sulle facciate, sui tetti delle case, nelle scuole e nei centri commerciali, potrebbe essere se non risolutivo, decisamente migliorativo. In una metropoli lo spazio verde è infatti molto importante, perché rappresenta il polmone della città, utile a migliorare la qualità dell'aria. Basti sapere che un solo albero produce ogni anno 110 chili di ossigeno e assorbe 400 chili di anidride carbonica. La stessa CO2 prodotta per il 75% dai centri urbani del mondo, è all'origine del riscaldamento globale del pianeta e degli effetti dei cambiamenti climatici.

I nuovi 'tetti verdi' (e non solo)

Già da alcuni anni sono stati progettati i cosiddetti 'tetti verdi', una strategia utile per rendere le città più green. Integrare gli edifici urbani con tetti verdi non è solo un'operazione che incide sulla qualità della vita e sull'abbellimento del paesaggio, ma contribuisce anche a ridurre il fabbisogno energetico di un edificio nelle stagioni fredde e a mantenerlo più freddo nelle stagioni calde, a diminuire le infiltrazioni di acqua, ad assorbire la CO2 presente nell'atmosfera, a costituire una barriera per l'inquinamento acustico e a garantire una maggiore biodiversità.
A Milano, l'architetto Stefano Boeri ha realizzato alcuni anni fa il "Bosco Verticale" un edificio ricoperto di vedere che diventa un'area molto gradevole in cui vivere, dove i residenti hanno la possibilità di stare a contatto con la natura e rilassarsi, dimenticando la frenesia della metropoli: una costruzione di tetti verdi può rappresentare a tutti gli effetti una soluzione in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Ultimamente sono state realizzate anche idee originali per ridurre l'inquinamento urbano. È il caso di Hunting Pollution, il murales più grande d'Europa realizzato a Roma da Federico Massa, alias Iena Cruz: mille metri quadri di pitture naturali in grado di ripulire l'aria come un bosco di 30 alberi. Nato da una idea di Yourban2030, la no-profit al femminile guidata da Veronica De Angelis, che si occupa di sostenibilità ambientale e arte, è stato inaugurato lo scorso ottobre nel quartiere romano Piramide, uno dei più trafficati della città.

Gli orti urbani

Esistono poi anche gli orti urbani: spazi verdi di proprietà delle amministrazioni comunali, assegnati in affitto ai cittadini per la coltivazione di fiori, frutta e ortaggi. Solitamente si trovano nelle aree periferiche alle città, dove terreni abbandonati al degrado costituiscono zone di transizione tra la città e la campagna, sottraendo terreni al rischio di speculazione edilizia.
In Italia, il progetto nazionale "Orti Urbani" cerca di definire una modalità comune di gestione di un orto, con un'attenzione rivolta anche a recuperare specie in via di estinzione. L'associazione Italia Nostra, insieme ad Anci, Coldiretti e Fondazione Campagna Amica ha realizzato il progetto, delineando le linee guida utili a tutti coloro che vogliono destinare alla coltivazione le aree verdi di loro proprietà. In Piemonte, la città di Torino ha promosso lo sviluppo dell'agricoltura nel territorio urbano con più di 2.000.000 di metri quadrati di orti e aree agricole.

 

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