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I paesaggi di Fontana, dove mente e universo si incontrano

  • Alessandra Corrà
  • Ottobre 2017
Martedì, 03 Ottobre 2017 08:31

"E' interpretando la realtà che si crea un mondo. Come ci insegna la natura, bisogna cambiare sempre per rimanere ciò che si è". Parola di Franco Fontana

L'interesse artistico per il paesaggio si delineò tardi. Principalmente verso il periodo del Rinascimento, quando cominciò a circoscriversi una reale curiosità per i paesaggi naturali. Effetto forse provocato dall'allontanamento dell'uomo dalle campagne.
L'amore per la bellezza naturale si configurava come nostalgia del passato per ciò che era stato perduto. Furono infatti le civiltà che non avevano più una relazione diretta con la natura a predisporre per primi un'idea estetica di paesaggio.
Ma cosa hanno davvero cercato di rappresentare gli artisti nelle loro opere sia in passato che ai nostri giorni? Di certo le opinioni e le convinzioni si sono modificate nel corso degli anni, anche se seguitiamo ancora a esaminare i paesaggi dell'arte come "creazioni fantastiche" della mente di un certo artista.

Ma se invece i paesaggi riprodotti appartenessero "veramente" a un'altra dimensione? Si potrebbe allora ipotizzare che vi possa essere chi, grazie forse a una sensibilità singolare, sia in grado di sconfiggere le leggi fisiche del tempo e dello spazio e trovare un altrove sconosciuto, un luogo altro, che non è nemmeno una località, ma un posto dove riposano i sogni.
Questo almeno è ciò che si percepisce fermandosi ad ammirare le venticinque bellissime fotografie di Franco Fontana, esposte a Torino, nelle raffinate sale di Palazzo Madama.

La mostra di Franco Fontana

L'esposizione (che continuerà fino il 23 ottobre 2017), realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, le belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, esalta con un nuovo capitolo il filone delle mostre fotografiche che ormai da qualche anno Palazzo Madama ospita nei suoi interni.
Paesaggi "più che reali" diventano forme geometriche e scardinano antiche certezze. Colori intensi da sembrare dipinti. Geometrie sollevate dalla luce, proporzioni contraffatte in cui l'uomo non trova più nemmeno se stesso. Immagine dopo immagine si viene catapultati in una dimensione inconsueta, unica, quasi surreale, che avvolge subito i sensi e fa svanire verità indiscusse.
Dagli anni '60 Franco Fontana è un stato un'artista unico nel suo genere. Non a caso viene identificato come uno dei fotografi più vivaci del secolo.
Il suo gusto per i colori pieni e per le forme luminose, gli ha fatto sviluppare un'ideale astratto di arte, utile per spingersi tra le pieghe nascoste del visibile e della sua percezione.
Questo ideale ha permesso a Fontana di cambiare il concetto stesso di fotografia. Captando sensazioni sconosciute, i suoi paesaggi non si limitano più a rappresentare la realtà così com'è, ma ne creano un'astrazione fatta di colori audaci, perfino esaltati, e linee nette e marcate.
Ed è proprio in questo paesaggio, paradossalmente anti-paesaggistico, che il fotografo modenese scopre un equilibrio atipico: non importa più dove quella fotografia sia stata scattata, né in quale tempo. Non interessa nemmeno il contesto che l'accompagna, perché il suo è un paesaggio puro: libero dalle necessità e dai vincoli della contingenza.

La natura secondo l'artista

Il naturalismo di Fontana è così un viaggio di visioni. La natura amica ci svela il suo enigma, ma si alterna anche a una natura più selvaggia e visionaria, meno controllabile.
La natura fotografata crea sogni a occhi aperti e ci accompagna dentro la nostra interiorità, perché i suoi panorami sono veri e propri archetipi, paesaggi assoluti, slegati da ogni contesto geografico.
A tal proposito Fontana stesso affermerà: "Non esiste quello che si vede, ma esiste quello che si fotografa, perché lo sguardo ridisegna sempre la realtà. Quello che si fotografa è una riproduzione di sé stessi. La fotografia creativa non deve riprodurre ma interpretare, rendere visibile l'invisibile. Tutto ciò che ci circonda può venire ripreso per essere testimoniato con significato. Dire che il mare non è solo il mare, vuol dire che la conoscenza non si limita alla superficie, ma risiede nel contenuto. Una parte importante è l'immaginazione. Quelli che non immaginano amputano la parte creativa del pensiero, perché è più facile ragionare razionalmente che immaginare e creare. Chi è ancorato alla razionalità sente le vertigini davanti al cambiamento, eppure bisogna cambiare sempre per rimanere quello che si è, così come fa e insegna la natura".

Dove
Palazzo Madama, Piazza Castello, 10122 Torino

Informazioni e Orari
Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
CHIUSO IL MARTEDI'
La biglietteria chiude alle 17.00

Biglietti
Intero € 10
Ridotto € 8
Gratuito minori 18 anni
Abbonamento Musei Torino
Torino + Piemonte card

Ultima modifica il Martedì, 03 Ottobre 2017 09:36

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