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Metti un'osteria, in mezzo alle risaie...

Alla Trattoria Tre Merli ti senti subito a casa, e ben lo sanno le rondini che ogni anno scelgono il grazioso cortile del ristorante per ricostruire il loro nido.

  • Raffaella Amelotti
  • 1° luglio 2020
Mercoledì, 1 Luglio 2020
Il signor Massimo, titolare della Trattoria 'I tre merli' e la Panissa, specialità tipica della zona Il signor Massimo, titolare della Trattoria 'I tre merli' e la Panissa, specialità tipica della zona

 

Appena entri nel locale, belle tovaglie ricoprono i tavoli in legno e sopra sono ben apparecchiati i piatti in porcellana bianca: un'atmosfera sincera e genuina che mette subito a proprio agio. Ed è facile sentirsi subito a casa. 

Ma andiamo con ordine: Due Sture è una piccola frazione di Morano sul Po, incastonata come un'oasi tra le risaie della pianura alessandrina che si confonde con la vicina vercellese.

E nel centro della frazione, la trattoria si presenta ai suoi avventori con un cancello in ferro da cui si scorge il tipico cortile delle case di campagna.

Una corte fresca e silenziosa è il set di un film d'altri tempi: la colonna sonora è affidata alle tanti rondini che volano radenti i muri, e i fiori, che i proprietari curano con l'impegno e la passione con cui si occupano di ogni dettaglio, sono la scenografia perfetta.

Il ristorante è a gestione famigliare; Elena serve le specialità del territorio preparate dal marito, Massimo: antipasti, agnolotti, rane fritte, lumache al verde, fritto misto alla piemontese e poi la regina indiscussa di queste terre d'acqua, la panissa.

Se non conoscete questo piatto, il consiglio è di assaggiare quella che cucina Massimo nel pieno rispetto della tradizione con riso Baldo, fagioli borlotti e salame d'la duja, un salame di puro suino, condito con sale, pepe, spezie e aglio schiacciato nel mortaio, bagnato nel barbera, insaccato e mantenuto morbido nello strutto in un orcio di terracotta, la duja. Ma conosciamo meglio il ristoratore che ce la propone... 

Massimo, partiamo dal nome della trattoria: "Tre merli" da cosa deriva?

Non ci sono notizie precise riguardo a questo nome: si presume che derivi dal dialetto "i trei merlu" che sta a indicare i tre furbetti del paese...

Io gestisco la trattoria dal 1990, sono ormai trent'anni, ma questa è una delle più vecchie licenze: la casa, che risale al 1890, ha da sempre ospitato un'osteria, il classico punto di ristoro in mezzo alle risaie. Poi con gli anni la cucina è cambiata, i piatti si sono affinati pur rimanendo legati alla tradizione, e da qui la trattoria.

Dopo oltre 100 di attività, in questi mesi il vostro locale ha subito la chiusura forzata dovuta all'emergenza sanitaria. Come l'avete vissuta?

Noi abbiamo scelto di sospendere la nostra attività in maniera totale: abbiamo impegnato il tempo libero a disposizione dedicandoci a piccoli interventi di ristrutturazione e ai tanti lavoretti che, per mancanza di tempo, sono stati sempre rinviati.

E ora come state organizzando la ripartenza?

Abbiamo riaperto il 23 maggio, le misure di sicurezza non hanno stravolto il nostro modo di lavorare: ci siamo dotati di mascherine e di distributori di gel igienizzante, mentre il rispetto delle distanze tra i tavoli ci ha sempre caratterizzati. Siamo un piccolo ristorante a conduzione famigliare con una ventina di coperti. I nostri clienti ci scelgono per la tranquillità della sala da pranzo che, soprattutto quando in estate si trasferisce all'aperto, riserva ai singoli tavoli molta intimità e, in questo particolare periodo, infonde sicurezza.

Che tipo di riscontro avete avuto dalla clientela?

La voglia di ritornare alla vita di prima è tanta: quando abbiamo comunicato la riapertura attraverso le pagine social abbiamo ricevuto molti messaggi di incoraggiamento e di sostegno. Sono tornati i clienti abituali che conoscono il nostro locale: l'opportunità di consumare il pasto nel dehors mai come ora è apprezzata e privilegiata.

Lo scorso anno avete scelto di aderire all'iniziativa 'Parchi da Gustare'. Cosa vi ha convinto?

Siamo molto legati al nostro territorio in cui le risaie sono contornate dalle colline del Monferrato. E' un paesaggio davvero unico e di questa tipicità siamo consapevoli per cui è stato naturale aderire al progetto che valorizza il buon cibo e il territorio in cui è prodotto.

Un bilancio di questo primo anno?

Sicuramente positivo: l'iniziativa è ben strutturata. Non è possibile avere un riscontro di quante siano le presenze legate a 'Parchi da Gustare' però condivido i principi che ne stanno alla base. Ho molto apprezzato l'idea della doggy bag. E' una pratica che ho sempre attuato nel mio ristorante confezionando personalmente il cibo avanzato nel piatto a chi ne faceva richiesta. L'utilizzo del contenitore compostabile molto elegante ha davvero una marcia in più. E' molto apprezzato dalla clientela che in questo modo può assaggiare un maggior numero di portate con la consapevolezza che niente andrà sprecato, anzi, potrà essere consumato il giorno dopo a casa!

Un motivo in più per venire ad assaggiare i tuoi piatti...

Sarò ripetitivo, ma oltre alla possibilità di assaggiare la cucina tipica della tradizione vercellese, il paesaggio è la nostra carta vincente!

Le risaie cambiano colore con il passare delle stagioni: si va dalle specchiature delle camere allagate in primavera, al verde smeraldo fino ad arrivare all'oro del riso maturo a settembre.

Contatti

Trattoria Tre Merli, Via Dante Alighieri 18, Morano sul Po

Tel 0142 85275

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